Aps, per la staffa killer a Padova in quattro rischiano di finire a processo

La sbarra uccise Massimo Bettini: l’accusa è di omicidio. Chiuse le indagini a carico dell’autista e di tre colleghi

PADOVA.

Si chiudono con accuse pesanti - omicidio colposo e omicidio stradale - le indagini a carico di quattro dipendenti della società AcegasApsAmga coinvolti a vario titolo nell’incidente che il 17 marzo 2017 costò la vita a Massimo Bettini, 57 anni, dipendente delle Poste, oltre al ferimento di altri tre automobilisti. Quella mattina una staffa di un camioncino della ditta per l’asporto dei rifiuti uscì dall’alloggiamento, sporgendo dal mezzo e “sventrando” i quattro veicoli che procedevano in senso opposto sul ponte San Gregorio in via Vigonovese. I primi tre automobilisti rimasero feriti, il quarto, Bettini, fu ucciso sul colpo dall’impatto con la staffa. La pubblica accusa si appresta ora a chiedere il processo per i quattro dipendenti.




Il pubblico ministero Andrea Girlando ha chiuso le indagini preliminari a seguito delle quali ha individuato 4 presunti colpevoli dell’accaduto. Si tratta di Dario Quaggia, 41 anni, di Campolongo Maggiore (Venezia), Roberto Piccionni, 36 anni, di Padova, Alessandro Tognon, 43, di Padova e Fiorenzo Parisotto, 59, di Villafranca Padovana. Quaggia la mattina dell’incidente era alla guida del camion di AcegasApsAmga, un mezzo dotato di impianto scarrabile e braccio gru idraulico; Parisotto lavora per la società come operatore di officina e addetto alle riparazioni dei mezzi; Tognon era coordinatore tecnico dell’officina e Piccionni aveva funzioni di responsabile del reparto Flotte-Presidio Veneto.



Quaggia è accusato di aver tenuto una condotta di guida pericolosa: sarebbe stato appurato che quando si è verificato l’incidente stesse parlando al telefono, inoltre l’autocarro che conduceva non avrebbe potuto transitare su qual tratto di strada. Gli accertamento investigativi avrebbero quindi rilevato che il giorno prima dell’incidente Parisotto aveva ricaricato la batteria del mezzo senza tuttavia contribuire all’adempimento degli obblighi a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Di aver omesso di sovrintendere e vigilare che i dipendenti osservassero gli obblighi di legge e le disposizioni aziendale in materia di sicurezza sul lavoro è accusato Tognon. E, infine, a Piccionni viene imputato di non aver garantito nel tempo che le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori fossero conformi ai requisti di sicurezza, mancando di garantire l’efficacia del sistema di sicurezza montato sull’autocarro. Secondo l’accusa l’autista del mezzo non aveva controllato il corretto bloccaggio degli stabilizzatori e, mentre percorreva via Vigonovese all’altezza di ponte San Gregorio dove per altro non avrebbe potuto transitare, impegnato in una telefonata non si è accorto della staffa che è fuoriuscita sporgendo dalla sagoma del mezzo. Per gli altri tre le accuse puntano ai mancati controlli sull’autocarro e il mancato fissaggio del perno che avrebbe dovuto bloccare la staffa-killer. Prima della Nissan Juke con a bordo lo sfortunato Bettini, il braccio metallico si era abbattuto su una Fiat Panda, una Mazda e un Fiat Doblò, ferendo i tre conducenti. —


 

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