Violenza sessuale sotto il ponte a Padova: preso l'aggressore

La polizia ha individuato un tunisino di 45 anni, la studentessa lo accusa. Per gli investigatori decisivi alcol e droga 



Una ragazza di 21 anni che si sveglia alle 7 del mattino sotto un ponte del centro cittadino, stesa su un materasso e con un uomo accanto di cui non sa nulla. Sconvolta corre a casa e, dopo qualche giorno, sporge denuncia per violenza sessuale. La polizia ha individuato quell’uomo e l’ha segnalato alla Procura di Padova: è un tunisino di 45 anni, con precedenti penali per spaccio di droga. Se c’è una certezza in questo fatto oscuro che succede la vigilia di Natale, è che fu una notte a base di alcol e droga.


La ragazza in questione ha 21 anni, di buona famiglia. È una studentessa universitaria e attualmente vive in una capitale europea per motivi di studio. In quei giorni era tornata a casa per passare le feste di Natale con i genitori. La sera del 24 era uscita con alcuni amici. Prima la cena in un ristorante nei dintorni di via Zabarella, poi il resto della serata in un bar del ghetto. «Ho bevuto tre bicchieri di vino a cena e poi due Negroni», ha raccontato la ragazza alla polizia. Chiacchiere e scambio di auguri, poi il blackout. «Verso le 7.30 mi sono svegliata e mi sono ritrovata su un materasso, sotto un ponte. Sopra di me c’era un uomo che non avevo mai visto prima». Il ponte è San Giovanni delle Navi, tra via Euganea e via Vescovado. La giovane, assistita dall’avvocato Salvatore Frattallone, descrive l’uomo indicando un’età apparente di 45 anni, carnagione olivastra, capelli brizzolati, barba incolta e viso magro.

La Squadra mobile di Padova ha identificato e rintracciato l’uomo. Si tratta, effettivamente, di un quarantacinquenne tunisino. È stato possibile trovarlo grazie a un video girato dal gruppo di amici durante i brindisi nel locale del ghetto. Da quel filmato è stato ricavato un frame e da quel piccolo spezzone, controllando le foto segnaletiche, sono arrivati a identificare la persona in questione. Il nordafricano è stato segnalato in Procura per il reato di violenza sessuale. Ora sta al pubblico ministero Giorgio Falcone decidere come procedere, perché qualche dubbio c’è ancora.

Non c’è alcun dubbio circa il fatto che le cose siano andate nel modo in cui la ragazza ha raccontato. Il rapporto sessuale sotto il ponte c’è stato per davvero. È sulla natura del rapporto tra la ventunenne e il tunisino di 45 anni che l’autorità giudiziaria sta cercando di fare luce. L’uomo era integrato in quel gruppo di giovani, tant’è che la sua immagine entra nel video girato all’interno del locale. Complici alcol e droga si era creata complicità, ed è il motivo per cui quando lui e la studentessa si sono allontanati insieme nessuno si è allarmato. E questo è un fatto. Ma, in ogni caso, non giustifica tutto ciò che è successo dopo.

E se la studentessa si è sentita di raccontare tutto ai genitori, di fare altrettanto con un avvocato e di ripetere ogni singolo momento di quella notte prima in Questura e poi in Procura, ecco se ha fatto tutto questo significa che l’ha vissuta davvero come una violazione e che quello sotto il ponte è stato un rapporto sessuale rubato.




Gli accertamenti della Squadra mobile hanno escluso che lei si sia spinta a tanto per avere la droga gratis. Così come è stata escluso l’elemento della violenza in quel rapporto sessuale all’addiaccio. Nessuna droga dello stupro o costrizione di alcun genere. Quanto è accaduto, è da imputarsi soltanto sulla spinta euforica generata da un cocktail di droga e alcol. La perdita dei freni inibitori. Semplicemente, non doveva finire così. —


 

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