Il primo agosto a Padova via ai saldi dell’era Covid «Partita da 50 milioni»

Secondo l’Ascom quest’anno, ciascun nucleo familiare destinerà 140 euro ai saldi, ovvero il 40% in meno rispetto al 2019. Francescon: «Quest’anno magazzini pieni di merce nuova a prezzi ribassati»

PADOVA. Una boccata d’ossigeno da quasi 50 milioni di euro. È la stima della Confesercenti per i saldi estivi, mai così attesi come quest’anno: dagli esercenti, impegnati a non farsi inghiottire dal grande buco nero del lockdown e dai consumatori che, dopo aver atteso un mese in più del solito, sono pronti a inzuppare le mascherine di sudore per dare la caccia ad affari tanto più preziosi in un periodo di ristrettezze.

L’epidemia, con il suo effetto domino, dal lockdown alla crisi economica fino all’incertezza per il futuro, ha reso tuttavia pressoché impossibile fare previsioni e raffronti con gli anni precedenti. L’unica certezza, ad oggi, è che si parte un mese dopo rispetto alla tradizione, per la gioia dei commercianti – Ascom Confcommercio e Confesercenti –, che hanno chiesto che il sistema venga adottato invia definitiva per il futuro, con saldi al via a inizio agosto (a febbraio quelli invernali) e più limitati nel tempo.


Secondo l’Ascom quest’anno, ciascun nucleo familiare destinerà 140 euro ai saldi, ovvero il 40% in meno rispetto al 2019. «È comunque un dato relativo» sostiene Riccardo Capitanio responsabile di Federmoda Ascom «perché le condizioni sono molto diverse dall’anno passato, non solo perché è slittato l’avvio, ma anche perché le persone, approfittando delle promozioni, hanno cominciato a fare acquisti già a luglio con più margine di guadagno rispetto allo scorso anno, poiché i prezzi di questo periodo erano ridotti del 20-30%, rispetto al 50% del 2019».

Sarà per l’obbligo di usare la mascherina nei luoghi chiusi, che scoraggia a entrare nei negozi a meno che non sia veramente necessario, ma lo shopping post Covid ha inciso nella “determinazione” dei clienti: «Abbiamo notato che l’80% dei clienti che entra in negozio adesso compra» prosegue Capitanio «un dato che è raddoppiato rispetto a prima dell’epidemia, quando solo il 40% di chi entrava usciva con un sacchettino».

Conferma la difficoltà di fare anticipazioni anche la Confesercenti: «Diversamente dal solito non abbiamo pubblicato alcuna previsione» sostiene il direttore Maurizio Francescon «perché è veramente difficile interpretare i segnali in una situazione completamente inedita, passata attraverso mesi di chiusura totale e una propensione alla spesa non particolarmente positiva per le famiglie.

Eppure, malgrado queste premesse, la situazione ci fa sperare per il meglio, poiché più della metà degli intervistati ha dichiarato di vedere un’occasione importante in questi saldi. Quindi, sebbene il settore moda venga da un periodo molto pesante ci aspettiamo un valore molto vicino ai 50 milioni tra città e provincia. In particolare, prevediamo un buon successo per le calzature, in ripresa, e per il settore mare, oltre che per l’abbigliamento giovane. Continua a soffrire l’abbigliamento tradizionale, ma il periodo estivo non è mai stato il suo momento di maggior successo. Tuttavia, quest’anno i commercianti hanno i magazzini pieni di merce nuova pronta ad essere venduta a prezzi ribassati, quindi nessuno potrà dire che si tratta di saldi fasulli, anzi, ci aspettiamo risultati straordinari in tutti i sensi, anche perché non abbiamo visto tentativi di fare i furbetti».

«Il 70% del fatturato del settore moda è affidato a meccanismi che vanno dalla promozione ai saldi» aggiunge Francescon «ed è positivo e negativo al tempo stesso, poiché se da un lato questo è un momento molto importante per il settore, rivela tuttavia anche una difficoltà complessiva per il resto dell’anno».

Chiosa l’Ascom: «Nel male, va meglio di quanto previsto, saldi di fine stagione non possono essere un alibi per sopravvivere, ma devono essere un’occasione sia per il commerciante che per l’acquirente» conclude Capitanio «per questo oltre la metà dei nostri soci auspica che i saldi diventino davvero una vendita di fine stagione, solo così si smaschereranno i giochi delle grandi catene che forniscono i prodotti con i prezzi già “studiati” per andare in saldo».

Per un primo bilancio, sostiene la Confesercenti, sarà sufficiente attendere un paio di settimane. 

 

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