Evasione milionaria, Gbr Rossetto nei guai

Sotto inchiesta Antonio Rossetto e un avvocato sanmarinese: contestati oltre 5 milioni e 400 mila euro di Iva non pagata. Secondo la procura è esterovestizione societaria

PADOVA. Un’impresa padovana, Gbr Rossetto spa con sede a Rubano in via Fermi. Una società nel paradiso fiscale della Repubblica di San Marino. E un’ipotesi di evasione dell’Iva per 5 milioni e 400 mila euro oltreché delle imposte dirette da calcolare sulla base di un fatturato intorno ai 26 milioni di euro.

Sotto inchiesta sono finiti l’imprenditore Antonio Rossetto, 56enne di Abano al vertice di Gbr e un avvocato-notaio sanmarinese di 78 anni, presidente del consiglio di amministrazione di Binal Service spa con sede a San Marino: sono sospettati di una milionaria evasione dell’Iva e di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi tra il 2011 e il 2016.

Il che sarebbe avvenuto grazie a una rete di agenti (anzi, sub-agenti tutti lavoratori autonomi con partita Iva) chiamati a piazzare i prodotti venduti da Gbr (prodotti di cancelleria e noleggio di macchine per ufficio con la garanzia dell’assistenza tecnica). Agenti che (sempre sulla carta) avevano sottoscritto un contratto con Binal, mentre la società sanmarinese a sua volta aveva stipulato un altro contratto di agenzia con Gbr per occuparsi della rete commerciale. Tutta una finzione, secondo gli investigatori.


I sospetti

Inizia nel 2016 l’indagine, coordinata dal pm padovano Luisa Rossi e affidata al nucleo di Polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza di Padova. Scatta una verifica fiscale nei confronti di Gbr. La contabilità non è chiara. Le Fiamme Gialle chiedono una serie di documenti alle autorità fiscali sanmarinesi e austriache. E le ottengono. Ed ecco l’ipotesi che, secondo gli investigatori, troverebbe conferma: negli uffici di Gbr in forma occulta c’è anche la sede della sanmarinese Binal attraverso la quale troverebbe forma il cosiddetto fenomeno dell’esterovestizione societaria.

Piccola premessa: un soggetto (anche una società) residente in Italia deve pagare le tasse nel nostro Paese per i redditi prodotti in qualunque parte del mondo. Una comune pratica evasiva per le società? Si fissa all’estero la residenza fiscale di quel soggetto economico, localizzando ma solo in maniera fittizia la residenza fiscale oltralpe (in ambito Ue o extra Ue). Il risultato?

Nessun adempimento tributario nello Stato di appartenenza (l’Italia), e massimo beneficio fiscale potendo usufruire del regime più favorevole nel “paradiso” scelto (in questo caso San Marino) dove, sulla carta, risulta la residenza. Anche se, di fatto, testa e cuore dell’azienda non si sono mai mossi dal territorio tricolore: nel caso di Binal, sarebbero negli uffici padovani di Gbr.

Già perché – sempre secondo quanto emerso dall’indagine – ogni decisione sarebbe stata adottata nell’ azienda padovana. Binal sarebbe niente più che la società “estero vestita” per conto di Gbr. E, dice la legge, se il business lo fai in Italia, devi pagare le tasse entro i confini nazionali e non (come per Binal) a San Marino.

Il meccanismo

Così sarebbe stato ricostruito il meccanismo destinato a rendere possibile l’evasione milionaria. Binal Service è una società di diritto sanmarinese costituita nel 1998 che risulta coordinare una rete di circa 250 sub-agenti per promuovere la vendita dei prodotti commercializzati dalla padovana Gbr.

Nel settembre 2010 Binal viene rilevata dalla famiglia Rossetto attraverso mandati fiduciari, conferiti a società fiduciarie che garantiscono assoluta riservatezza a chi è titolare delle partecipazioni: Bac fiduciaria spa detenuta da Fides srl (già Fiduciaria Marche srl fino al 18 ottobre 2010); Fides, a sua volta, risulta per il 20% delle quote in capo al trust Philippus, di cui sono beneficiari Antonio e la sorella Elisabetta Rossetto e, per il restante 80% delle quote in capo ai fratelli con i rispettivi coniugi, oltre alla madre Luciana Baldin. La Finanza analizza tutta la documentazione contabile ed extracontabile, in formato cartaceo e digitale, relativa ai rapporti tra Gbr e Binal.

Un’unica testa

Il quadro è preciso. È Gbr Rossetto che offre agli agenti il “Prontuario operativo per la vendita dei prodotti e soluzioni per l’ufficio” contenente raccomandazioni sul ruolo dell’agente e le procedure da seguire. È l’Ufficio marketing Gbr a fornire dettagli su scadenze, modalità di promozione, elenco dei prodotti sospesi dalla vendita.

È Gbr che mette a disposizione software e riceve le info sul nuovo agente arruolato (formalmente), conservando in formato digitale un elenco degli agenti associati a un dipendente del suo ufficio commerciale. Ancora, è Gbr che si occupa della formazione dei sub-agenti contrattualizzati da Binal (poi passeranno almeno in parte all’austriaca Jeko Gmbh, pure riconducibile alla famiglia Rossetto) mentre gli agenti diretti (cioè dipendenti di Gbr) nel 2016 risultano appena 17. È, infine, sempre Gbr che determina le provvigioni dei sub-agenti con un software specifico.

Ovviamente anche decine di agenti sono stati interrogati dalla Gdf: «Sono stato contattato da un referente per conto della Gbr» la risposta più comune. E poi: «Mi è stato chiesto se volevo diventare sub-agente di Gbr... Successivamente ho appreso, con mia grande sorpresa, che avrei stipulato un contratto di agenzia con un’altra ditta». —
 

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