Palazzine al Basso Isonzo: al via i lavori tra le proteste

Padova, Altavita Ira ha avviato gli interventi per costruire 100 alloggi nell’area di proprietà ma residenti e ambientalisti contestano: «Deve restare parco urbano»

PADOVA. Tutto è iniziato pochi giorni fa da una chiacchierata: «Il trattorista che stava pulendo un campo di via Bainsizza, nel pieno dell’area del Basso Isonzo, mi ha raccontato che non ci lavorerà più, ad agosto partiranno i lavori di costruzione delle palazzine», racconta Antonio Attisani, residente nel quartiere, che ha immediatamente attivato una febbrile catena di messaggini. È così che martedì pomeriggio una cinquantina di persone, molti residenti alla Sacra Famiglia, si sono ritrovate al Parco degli Ulivi. Qui è toccato alla presidente della Consulta di quartiere, Mila Masciadri mettere in fila le questioni e prospettare la strategia di “resistenza”.

Altavita Ira, l’ente pubblico che gestisce tra le altre le case di riposo di via Beato Pellegrino e di Palazzo Bolis a Selvazzano, ha tutte le carte in regola per costruire nel suo terreno di 36 mila metri quadri 30mila metri cubi di fabbricati, dieci fabbricati per un centinaio di alloggi, nel cuore di quello sarebbe dovuto diventare il Parco del Basso Isonzo.

Lo stabilisce una convenzione sottoscritta nel 2009 con l’allora sindaco Flavio Zanonato – perfezionata nel 2012 con la previsione di un adeguamento delle strade di accesso – per cui, grazie al meccanismo della perequazione urbanistica, l’Ira ha ceduto 3/4 della sua proprietà al Comune, che ci ha fatto l’attuale Parco dei girasoli e, in contropartita, ha acquisito il diritto di edificabilità nella restante parte.



Dal canto loro i dirigenti dell’Ira non ci stanno a far la parte dei cementificatori: «Alta Vita Ira è obbligata – sottolinea in una nota la dirigenza – a effettuare entro settembre le opere di urbanizzazione primaria altrimenti scade il diritto a costruire con il terreno che perderebbe ancora valore».

Parliamo della costruzione di strade, parcheggi, fognature, acqua e quant’altro. L’ente di assistenza deve far urgentemente fronte alle spese ai lavori di ristrutturazione e di messa a norma dell’edificio di via Beato Pellegrino già in fase di affidamento. Una volta attrezzati gli otto lotti l’Ira cercherà di venderli come già tentato di fare almeno nove volte in questi anni. Un’ipotesi che si fa strada durante l’assemblea è quella di un azionariato popolare per l’acquisto dell’area.

«Abbiamo fatto i conti, si tratterebbe di chiedere 100 euro a metro quadro, potremo farcela», sottolinea Mila Masciari. Porte aperte al confronto con gli amministratori di Altavilla Ira, invitati all’incontro cittadino in programma il 14 luglio presso il Parco dei Girasoli al Basso Isonzo dove hanno assicurato la loro presenza il vicesindaco Arturo Lorenzoni e l’assessore al verde Chiara Gallani.



Malgrado sia stata in questi anni sbocconcellata da diverse edificazioni, l’area del Basso Isonzo è un significativo polmone verde, intessuto da prati, boschetti, sorprendenti attività agricole, un luogo dove ancora è possibile apprezzare l’ampiezza del cielo. Tante le tessere che stanno già componendo il mosaico del Parco: due aziende agricole biologiche, Terre del fiume e Terre Prossime, attive su porzioni significative di terra, così come la cooperativa sociale Coishla, l’impegno di 200mila euro da parte dell’assessore al Verde Chiara Gallani per percorsi ciclopedonali, filari di vigneti e di frutteti, l’attività degli orticolturi e quella di una giovane apicultrice.

Per non parlare della nuova sensibilità dei cittadini che con la quarantena hanno avvertito sulla loro pelle la necessità di spazi di respiro. Ma la loro rappresentanza politica più naturale risulta indebolita dall’uscita dalla scena politica padovana di Lorenzoni.

Il parco agricolo era una dei cavalli di battaglia degli “arancioni” che in caso di nuove edificazioni ne uscirebbero con le ossa rotte. Come confermato dai dirigenti di AltaVita Ira il vicesindaco starebbe febbrilmente cercando un accordo per spostare almeno il 70% dei diritti edificatori in altre aree della città. «La soluzione migliore è che il Comune acquisti l’area – scandisce Sergio Lironi, presidente onorario di Legambiente –, certo si tratta di circa 3 milioni di euro, ma si può affrontare mettendo in campo una capacità progettuale che ancora non si è vista, in grado di intercettare i finanziamenti europei in arrivo sul fronte della salute e dell’ecologia. Va costituito un tavolo di progettazione che coinvolga l’equipe di Stefano Boeri, incaricato della redazione del nuovo Piano degli Interventi».

A pochi metri da via Bainsizza di fronte all’entrata del Couver Tennis di via Monte Pertica, lo striscione di un’agenzia immobiliare invita, da almeno cinque anni, all’acquisto delle “Ville nel parco”, mentre nell’area a fianco si continua a costruire.

Il parco del Basso Isonzo fa la sua comparsa, nel 1998, grazie ad una variante del Piano regolatore che perimetra l’area e la sottopone a tutela.

Nel 2004, sindaco Flavio Zanonato, il dietrofront con la cancellazione delle perimetrie che delimitavano il parco e la trasformazione della destinazione d’uso da verde pubblico a zona di perequazione. La perequazione prevede uno scambio: le volumetrie edificabili a vantaggio dei proprietari in cambio della cessione di una quota delle aree al Comune.

Il meccanismo viene ritenuto inevitabile, visti i costi, per poter acquisire terreni da destinare a servizi. D’altronde a Ravenna, grazie ad un indirizzo generale dello sviluppo della città, con la perequazione è stata costituita una cintura verde attorno alla città e i diritti edificatori lì previsti sono stati trasferiti in una grande area dismessa. 

Terre prossime

Sono già disponibili i pacchi di pasta made in Parco del Basso Isonzo. È il frutto del grano coltivato dall’azienda agricola Terre prossime, grano antico “gentilrosso” ovviamente privo di pesticidi o veleni di alcun genere. I prodotti di Terre del Fiume, l’altra azienda agricola biologica del Basso Isonzo, sono in vendita presso lo spaccio di via Baisizza. Entrambe le aziende sono condotte da “neo contadini” entusiasti e determinati. —
 

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