Castello di San Martino in stato di degrado Campagnolo lancia l’sos

CERVARESE SANTA CROCE

Porto fluviale e vanto del territorio durante la dominazione veneziana, il castello di San Martino della Vaneza, che risale all’anno mille e custodisce al suo interno il Museo del Fiume Bacchiglione, è in preda al degrado più totale.


A lanciare l’allarme è il sindaco di Cervarese Santa Croce, Massimo Campagnolo, che un paio d’anni fa si era detto disponibile a gestire come Comune l’antico maniero che è di proprietà della Provincia. «Per colpa della burocrazia il castello sta andando in rovina», afferma il primo cittadino. «Sono circa due anni che attendiamo che la Soprintendenza calcoli il valore dei reperti della raccolta che sono già stati inventariati. Nel frattempo il museo è chiuso, il complesso versa in una situazione vergognosa. Sulle pareti della torre è cresciuta l’erba. Non oso immaginare in che stato versi l’arredo interno».

Dopo la morte nel 2015 di Maria Tacchetto, l’ultima custode della fortezza soprannominata la “nonna del Castello”, la Provincia aveva affidato la gestione soprattutto del museo dove sono conservate due piroghe monossili in legno di quercia dell’ottavo secolo dopo Cristo trovate nel fiume e altri reperti di epoca medioevale, ad una cooperativa. «Ultimamente il castello non viene più aperto ed è un vero peccato perché si trova lungo il percorso cicloturistico del fiume Bacchiglione che collega Vicenza a Padova», aggiunge Campagnolo. «Con il presidente della Provincia Fabio Bui il Comune ha già un accordo di massima ma siamo bloccati dai lacci della burocrazia». Tra le prime associazioni del territorio a sollecitare il sindaco Campagnolo a sbloccare la situazione, c’è «Voci del Medioevo di Trambaque» che da 25 anni a giugno organizza al castello il Palio dello Sparviero. L’evento quest’anno è saltato per il Covid. Se non verrà trovata presto una soluzione, rischia di saltare anche l’edizione 2021. —

Gianni Biasetto

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