Aveva sconfitto il coronavirus, ristoratrice di Grantorto fulminata da infarto

Ivana Sonda, 68 anni, con il marito e i figli gestiva la popolare trattoria “Alla Sega”. All’inizio della pandemia era stata contagiata e aveva dovuto chiudere il locale

GRANTORTO.  Stroncata dalle conseguenze di un infarto intestinale, si è spenta a 68 anni Ivana Sonda: a marzo aveva vinto il Covid-19, con il marito Giuseppe Vettore era l’anima della trattoria “Alla Sega da Bepi” di Grantorto, una vera e propria istituzione enogastronomica per l’Alta Padovana, un pezzo di storia, di convivialità e di tradizione.

La trattoria popolare, genuina e informale, è meta da decenni di compagnie appassionate dei primi tradizionali, del vino rosso e della carne, e questo luogo trovava in Ivana il suo volto e la sua sintesi: accogliente e alla mano, sempre alla cassa o tra i tavoli, al bancone del bar all’ingresso aveva per chiunque una parola buona, un sorriso. Esprimeva una cordialità sincera.


Con il compagno di una vita, lascia i due figli Edy, con Jessica, ed Enry, con Monica, e gli amati nipoti. «Mamma», racconta Edy che con il fratello lavora nell’attività di famiglia, «è mancata ieri mattina, in ospedale. È stata ricoverata mercoledì pomeriggio. Ci ha detto che avvertiva un forte dolore allo stomaco, siamo corsi in ospedale a Cittadella, poi alle tre di notte ci hanno chiamato, i dottori avevano capito che si trattava di infarto intestinale, giovedì sera verso le 22 è peggiorata, è stata sedata e intubata e non si è più svegliata».

Ivana era sempre stata bene, nulla aveva scalfito la sua energia e la sua voglia di fare, di relazionarsi, di stare in compagnia. «Qualche mese fa si era ammalata, era risultata positiva al Coronavirus», continua il figlio, «è rimasta una decina di giorni in ospedale, ha avuto un po’ di febbre, ma poi è stata bene, nessun problema, ha continuato a fare le sue cose. L’infarto non è collegato al Covid».

Una morte improvvisa e che devasta: «Non aveva nessuna patologia». Per Edy è «impossibile» descrivere la madre, «perché lei era tutto: era il sole e il mare, era un sorriso che trascinava, gentile con tutti, più attenta agli altri che a se stessa. Per la nostra attività un vero jolly, che seguiva la cassa, serviva ai tavoli, stava al banco, organizzava la sala, accoglieva e gestiva le situazioni. Ci lascia tanto: educazione, insegnamenti, il suo carattere. Con papà aveva preso in mano la trattoria alla fine degli anni Ottanta costruendo il lavoro della nostra famiglia». Ed ora? «Sentiremo tanto la sua mancanza: nella vita, nel lavoro, in ogni dimensione».

Il funerale sarà celebrato nel Brolo della Canonica di Grantorto con ingresso da via Duca degli Abruzzi martedì alle 17. La salma verrà poi cremata.

Nell’epigrafe i familiari hanno scritto: «Il pensiero di te ci accompagna nella vita di ogni giorno e lascia nel nostro cuore la nostalgia della tua presenza semplice, preziosa e sempre cara».

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