Addio a Fatma, la giovane di Saletto vittima della strada: «Sarà il nostro angelo custode»

Era a bordo del furgone del suo titolare coinvolto nell’incidente nel Mantovano. La sorella e il fratello: «Vivremo per lei». Gli amici: «Ci mancherà la sua risata»

BORGO VENETO. «Mi mancherà il suo messaggio “Silvi, sei tornata a casa?” quando andavo a trovarla. A mio fratello Hazri mancherà prenderla in giro e imitarla quando parlava veloce. Io e Hazri vivremo per lei, vivremo la vita che lei voleva, una vita piena di gioia». Silvana e Hazri sono sorella e fratello di Fatma Core, 34 anni, la ragazza di Borgo Veneto che l’altro pomeriggio è morta in un drammatico incidente stradale a Poggio Rusco, nel Mantovano. Il furgone su cui viaggiava per lavoro si è schiantato contro un albero.

Al volante c’era Renzo Franchin, titolare del Maglificio Faccioli di Dossi di Borgo Veneto e datore di lavoro della 34enne. L’uomo è rimasto incolume mentre per la donna non c’è stato nulla da fare: l’impatto dell’Iveco Daily contro un albero le ha tolto la vita sul colpo. A piangerla, oggi, ci sono Silvana e Hazri, ma anche mamma Hafsa e papà Besnik. «Sarà per sempre il nostro angelo custode», sono le poche parole che escono dai volti pieni di lacrime della famiglia. Fatma, albanese di Durazzo, era in Italia da quando aveva 12 anni. Da oltre dieci lavorava per il Maglificio Faccioli. Cresciuta a Casale di Scodosia, si era trasferita a Saletto di Borgo Veneto da tre anni: per lei riuscire a vivere da sola era stato un traguardo di grande orgoglio.



Benvoluta. La 34enne, grande amante degli animali, era davvero benvoluta nel Montagnanese. Sorriso contagioso, sguardo dolce, modi educati, Fatma aveva molte amiche. «Pensavamo che essere amiche volesse dire essere indivisibili: purtroppo la vita è stata ingiusta e ci ha separate prima del tempo» sono le parole delle tre amiche del cuore, Eleonora, Valentina e Paola «Ci rimbomba nella testa il suono della sua risata incontenibile, il modo con cui ci salutava sempre con le fossette marcate sul viso e quegli occhi enormi: quanto era bella Fatma! Era una persona vera. Ci mancherà il suo parere sincero: a chi lo chiederemo?»



Amiche fortunate. All’amica dedicano parole molto toccanti: «Siamo state fortunate ad averti accanto nel periodo più bello della giovinezza. Ci hai onorate, rallegrate, arricchite con il tuo entusiasmo, con la tua disinteressata disponibilità e con il tuo essere schietta. Il tuo essere sincera e spontanea è stato il legame che ci ha unito. Ti porteremo sempre con noi, nelle nostre vite, nelle nostre nuove esperienze e continueremo a condividere come sempre gioie e dolori. Vivrai con noi!».

Anche al Maglificio Faccioli il dolore è fortissimo: «Non riusciamo a dire nulla. Fatma non era una dipendente, era una di famiglia. Fa troppo male, non riusciamo a parlare», spiegano i titolari. Anche il sindaco di Borgo Veneto, Michele Sigolotto, ha espresso cordoglio a nome della comunità. Lunedì, dalle 15 alle 16.30, l’ultimo saluto a Fatma nella camera ardente allestita nel cimitero di Casale di Scodosia.

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