Le Terme euganee sono a rischio d’infiltrazioni mafiose

Crisi post Coronavirus, l’allarme del prefetto Franceschelli: «L’usura è un pericolo concreto». Boaretto, presidente degli albergatori: «C’è già chi propone l’acquisto di hotel a prezzi di saldo»  

ABANO TERME. «L’area termale sta soffrendo molto per gli effetti del coronavirus. Gli incontri avuti con le associazioni di categorie hanno evidenziato un reale rischio di infiltrazione della criminalità in termini di usura per riciclaggio». Sono parole del prefetto Renato Franceschelli, preoccupato anche per la situazione che sta vivendo il comparto turistico termale.

«Quando c’è qualcuno in difficoltà ci sono quasi sempre persone pronte ad aiutare in modo infido», aggiunge Franceschelli. «Come prefettura non possiamo dare denaro ma siamo con le antenne dritte, attenti a quello che può capitare, sperando di fornire tutte le attenzioni affinché la situazione torni alla normalità».

I conti sono in rosso

I mesi di chiusura per la pandemia hanno messo in ginocchio i bilanci di molti imprenditori turistici. Che ora alla ripresa dell’attività fanno i conti con un turismo che sta viaggiando ancora al rallentatore sia per quanto riguarda gli arrivi dall’estero sia per le presenze italiane. Che la situazione alle Terme sia grave lo conferma anche il presidente degli albergatori Emanuele Boaretto.

Tentativi d'acquisto

«Il settore è in difficoltà e questo è riconosciuto da tutti: le istituzioni si sono occupate del turismo con grande ritardo», attacca il presidente Boaretto. «Le amministrazioni locali non hanno ancora fatto sentire le loro voci. Purtroppo in questa situazione di crisi ci sono persone che stanno proponendo l’acquisto dei nostri alberghi ad un prezzo di saldo. Proponendo addirittura a chi è in difficoltà una determinata cifra che - viene detto - tra qualche mese diminuirà e verso fine anno sarà ancora più bassa. Propongo che ci venga riconosciuto un taglio delle tasse invece di stanziare denaro che spesso attira la malavita. Se ci tagliano la Tari e la Tasi, che vengono calcolate anche adesso sulle superfici delle strutture e non sul lavoro reale, è come ci dessero soldi».

Tedeschi addio

«Il comparto del turismo sarà l’ultimo a ripartire perché ogni persona pensa prima alle esigenze personali e poi alle ferie. Inoltre molte aziende hanno smaltito ferie durante i mesi del lockdown e abbiamo parecchi riscontri di imprese che ad agosto non chiuderanno, proprio per recuperare il tempo perso. E quindi ci saranno molte meno persone in ferie. Le camere che non abbiamo venduto in questi mesi non le venderemo più. Da ultimo la Germania fino a fine anno ha invitato gli over 65 a non trascorrere le ferie fuori dalla nazione e per loro una raccomandazione viene considerata legge. Inoltre per chi decidesse di venire a fare le ferie in Italia al ritorno in patria dovrebbe sottoporsi a due settimane di quarantena. Un ulteriore disincentivo a chi volesse tornare nel bacino termale a breve». La speranza è che l’attenzione della prefettura, delle associazioni di categoria e delle forze dell’ordine costituisca un deterrente ad azioni malavitose. —


 

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