Agricoltura senza pace: ora è allarme nutrie mangia barbabietole

Piacenza d'Adige: dopo siccità, cinghiali e cimici asiatiche un nuovo pericolo: traforano argini per le tane e creano il vuoto sotto i terreni  

PIACENZA D’ADIGE. Sono mesi difficili per gli agricoltori della Bassa padovana. Dal Covid-19 alla siccità, passando per gli attacchi di cinghiali e l’infestazione di cimice asiatica, i fronti a cui tener bada sono davvero molti.

L’ultima denuncia, che arriva da Cia Padova, è legata ai danni causati dalle nutrie, in particolare alle barbabietole da zucchero della zona di Piacenza d’Adige. Qui ci sono numerosi corsi d’acqua: questi animali risalgono gli argini e vanno a banchettare nei vicini campi di barbabietola, mettendo a rischio i raccolti, peraltro in un momento già di per sé molto difficile per gli imprenditori del settore a causa dell’emergenza sanitaria ancora in atto.

Spiega Emilio Cappellari, presidente della zona Este di Cia: «Non ci sono solo i cinghiali che, col loro passaggio, compromettono le rese dei nostri prodotti d’eccellenza. Pure le nutrie rappresentano un problema col quale siamo chiamati a fare i conti».


Le nutrie, che si nutrono principalmente di parti vegetali, mostrano una particolare predilezione per le radici, i tuberi e i rizomi.

Continua Cappellari: «Si muovono in maniera subdola. Solitamente costruiscono delle tane vicino alle arginature, le quali, inevitabilmente, cedono in caso di transito dei trattori e dei mezzi agricoli in generale. Alla perdita dei raccolti si aggiunge, dunque, un pericolo per l’agricoltore stesso e per l’intero equilibrio idrogeologico».

Riescono a scavare buche fino a 5 metri e mezzo di profondità, ragion per cui sotto la superficie dei terreni si crea il vuoto. Questa specie, inoltre, ha un potenziale riproduttivo molto elevato: la femmina può venire fecondata durante tutto l’anno e perfino poche ore dopo il parto. I piccoli partoriti sono, in genere, 5 o 6.

Da anni la Provincia - sottolinea Fabio Miotti, consigliere provinciale con delega all’agricoltura – ha deciso di intensificare il contenimento di questo animale con apposite trappole. Gli interventi vengono effettuati dagli agenti della polizia provinciale o da personale (coadiutori) munito di licenza di caccia adeguatamente formato, previa autorizzazione rilasciata dalla stessa polizia provinciale. Sono previsti pure interventi localizzati di abbattimento mediante l’utilizzo di armi da fuoco, in particolare durante la stagione autunno-invernale, quando la specie tende a concentrarsi maggiormente nei corsi d’acqua principali. Evidentemente il piano calato nel territorio fino ad oggi non è sufficiente. ––

 

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