"Io in Veneto, la mia fidanzata in Lombardia: divisi da tre mesi dal Coronavirus"

Samuele Spataro, di Gazzo, si sfoga: "Siamo congiunti di serie b". E intanto su Facebook c'è un gruppo con 3 mila iscritta e una petizione con 8 mila firme

PADOVA. «Eccoci qua, alla vigilia della data in cui apre tutto. E noi congiunti di serie B ancora sospesi: io in Veneto e la mia fidanzata in Lombardia. Parlano di tutto e di tutti, tranne che di noi». 
 
Samuele Spataro, 25 anni, di Gazzo Padovano, usa la forza del plurale. Pensava di essere l’unico ad avere il cuore trafitto da un confine geografico, invece ha scoperto di essere in buona compagnia: oltre 3 mila persone in una pagina Facebook nata solo una settimana fa e quasi 8 mila firme in una petizione online. Tuttavia, la condivisione non allevia le pene. E la morosa a 250 chilometri di distanza è una sciagura che solo il ritorno alla vita normale può cancellare. 
 
«Eravamo insieme da sei mesi, Eleonora era a casa mia, era tutto così perfetto. Il 20 febbraio l’ho riportata dai suoi, a Sant’Angelo Lodigiano, e da allora non l’ho più vista», racconta Samuele, studente universitario a Verona e lavoratore al parcheggio Verdi di Vicenza per pagarsi gli studi.
 
«Da quel 20 febbraio, ogni volta che c’è un nuovo provvedimento del Governo, ascoltiamo sempre con grandi aspettative ma non si parla mai di noi». “Congiunti e fidanzati fuori regione”, questo è il sottoinsieme in cui sono confluite varie umanità con un unico grande punto in comune: il pendolarismo sentimentale. Si lavora e si studia durante la settimana, ci si incontra il weekend. Il Coronavirus ha decretato la fine anche di questo. «È frustrante» insiste Samuele. «Si vedono personaggi politici che autorizzano a incontrare amici a livello regionale e non tengono in considerazione di persone legate sentimentalmente ma divise da confini regionali. Io potrei avere 200 amici in Veneto e incontrarli tutti ma non posso vedere l’unica persona davvero importante nella mia vita». 
 
Il gruppo Facebook nato per unire virtualmente questi cuori solitari marcia a 400 post al giorno. Storie di separazioni dettate da un confine che confluiscono in un unico grande bacino di scontenti. Le 8 mila firme raccolte nella petizione sono un dato eloquente. 
 
«È brutto essere considerati congiunti di serie b. Ci sono famiglie divise, studenti fuori sede bloccati. Noi quando abbiamo saputo del lockdown non siamo corsi ai treni. Abbiamo rispettato la quarantena ma nessuno ci dice nulla». 
 
Per Samuele Spataro, tra l’altro, la beffa è doppia. «I miei genitori si trovavano nella casa che abbiamo in Calabria e sono dovuti rimanere lì. Quindi io sono senza fidanzata e senza genitori. Tutti attendono il 18 maggio: bar, ristoranti, palestre, negozi, parrucchieri. Tutti felici, tutti pronti a ripartire. Purtroppo per noi sarà l’ennesima data senza risposte». —

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