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Vittime del coronavirus a Padova: Luciano il barbiere, Valerio l'artigiano, cinque gli anziani morti

Da sinistra Luciano Esperti, Augusto Schiavo e Valerio Ballin

Tre nuovi decessi nelle case di riposo: a Monselice sono saliti a 25, a Galzignano 15. A Camposampiero è il secondo caso

PADOVA.Sono cinque le vittime del Covid-19 nella giornata di mercoledì 29 aprile. Due sono morti in Azienda Ospedaliera dove i decessi sono 284. Altri due, invece, sono i pazienti mancati a Schiavonia (dove i morti ora sono 94): si tratta di Luciano Esperti di 82 anni di Cartura e di Augusto Schiavo, 93 anni di Battaglia Terme.
 
Provenivano entrambi dalla casa di riposo. Alla “Moretti Bonora” di Camposampiero è infine deceduto Valerio Ballin, 89 anni di Vigonza. Stando al bollettino di Azienda Zero delle 17 di ieri, nella provincia di Padova l’emergenza è già costata 243 morti. contagi in provincia Nessun comune ha resistito, nella lista dei contagi compaiono infatti tutti e 102. Gli infetti sono 3836 aggiornati alle 8 di ieri mattina.
 
Padova fa sempre la parte del leone con 792 casi. Diversi hanno superato il centinaio. Dopo il capoluogo il record spetta a Monselice con 246, segue Cittadella con 117, Camposampiero con 104 e Galzignano con 100. Tutti paesi influenzati dai numeri delle case di riposo. Il Comune più virtuoso, se possiamo definirlo tale è Barbona, ma il dato è sicuramente influenzato dal suo numero esiguo di abitanti, appena 653. Piacenza è a due, Ponso, Masi e Vighizzolo a 3.
 
LE ULTIME VITTIME PADOVANE
 
L’82enne Luciano Esperti, per settant’anni storico barbiere di Cartura, aveva iniziato a lavorare ad appena 11 anni nella bottega del papà Bruno, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, ed è rimasto in attività fino allo scorso anno. Un vero e proprio record che ha fatto di Luciano un’istituzione nella frazione di Cagnola. Nella sua bottega di via Padova sono entrate generazioni di persone; moltissimi sono stati suoi clienti per una vita intera, per farsi barba e capelli, un servizio svolto con impeccabile professionalità e cortesia.
 
«Mio padre non ha mai fatto un giorno di ferie», racconta il figlio Bruno. «Ha chiuso solo in un’occasione, per una settimana, per sottoporsi a un intervento chirurgico. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, poi, i barbieri non avevano orari, erano aperti dalle 8 del mattino a mezzanotte, compresa la domenica, perché i clienti erano abituati a passare dal barbiere prima di andare a messa, oppure a tagliarsi i capelli alla sera prima o dopo essere andati in osteria». Dieci anni fa, quando è mancata la moglie Leonia, Luciano si è concentrato ancora più sul suo amato lavoro e fino ad un anno fa ha continuato a ricevere i suoi affezionati clienti, specialmente gli anziani del paese che in lui avevano un punto di riferimento.
 
Alcuni problemi di salute lo hanno costretto alla chiusura definitiva. Per diversi mesi Luciano era stato seguito dal figlio Bruno, con il quale era andato a vivere, ma un improvviso aggravamento ha costretto al trasferimento, due mesi e mezzo fa, alla casa di riposo di Monselice. A Cartura e in particolare a Cagnola la notizia della morte di Esperti si è sparsa velocemente, tanto era conosciuto in paese. È il decesso numero 25 al Csa di Monselice da quando è cominciata l’emergenza.
 
Alla Residenza Al Parco di Galzignano Terme, invece, si conta il 15esimo decesso. È quello di Augusto Schiavo, 93 anni, originario di Battaglia Terme. L’anziano lascia la moglie Franca e il figlio Alfredo. Per oltre quarant’anni ha lavorato come carpentiere all’ex Magrini Galileo. Nel 1969 la famiglia aveva Schiavo subito un altro lutto: era morta l’altra figlia di Augusto, Lorena, di 3 anni. Era stato uno dei primi ospiti della struttura termale ad essere trasferito all’ospedale di Schiavonia, dove è deceduto nelle scorse ore. Al momento gli anziani ancora positivi della Residenza Al Parco restano 38, quasi la metà rispetto a una decina di giorni fa. In assenza di sintomi, infatti, 35 ospiti sono stati sottoposti al tampone e per ben 26 è stata confermata la negatività e quindi la guarigione. Stamattina, ad ulteriore conferma, questi 26 saranno sottoposti al test sierologico.
 
La speranza è che nella casa di riposo di Galzignano Terme si stia lentamente arrivando ad una negativizzazione generale. In ospedale a Schiavonia, ad oggi, resta peraltro un solo ospiti afferente alla residenza di Galzignano Terme.
 
Anche il Centro Servizi per Anziani “Moretti Bonora” di Camposampiero ha registrato purtroppo un decesso, la seconda vittima della pandemia all’interno di questa struttura.
 
Il vigontino Valerio Ballin, 89 enne ex imprenditore artigiano originario di Fiesso d’Artico, nel Veneziano. Il pensionato era ospitato in regime residenziale nella struttura di Camposampiero dal 2017 e soffriva di alcune patologie. Era risultato positivo al Covid 19 a fine marzo dopo un primo tampone negativo. Le sue condizioni si sono aggravate progressivamente fino al peggioramento di martedì sera quando è stata chiamata la Guardia Medica, che ha disposto il suo trasferimento all’ospedale di Padova.
 
Ballin è stato caricato d’urgenza sull’ambulanza ma le sue condizioni ormai erano talmente gravi che è deceduto durante il trasferimento. La famiglia, che non lo vedeva da un mese, da quando erano state vietate le visita a causa del contagio in atto al Bonora, è stata subito avvisata del precipitarsi delle cose. Ballin, fino a prima del ricovero al Bonora, viveva con la moglie Rosa Bianca Michieletto a Barbariga di Vigonza.
 
«Valerio era una persona riservata e un grande lavoratore, pensava prima di tutto alla sua famiglia», lo ricorda commossa la moglie Rosa Bianca, «una brava persona amica di tutti. Amava tanto la sua famiglia e ne era sempre orgoglioso». Dopo una vita di lavoro – negli anni ’50 insieme ai fratelli aveva creato una piccola azienda calzaturiera a Vigonovo – era andato in pensione lasciando l’attività in mano ai fratelli. Ballin, con la moglie Rosa Bianca, lascia nel dolore i figli Sandra e Moreno e gli amati nipoti.

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