Amelia Parolo, quinta vittima fra gli anziani ospiti della casa di riposo di Bovolenta 

Amelia Parolo aveva 89 anni

Coronavirus Padova, due decessi e solo nove nuovi contagi in un giorno, 118 positivi in meno

PADOVA. Appena nove nuovi contagi, di cui uno a Vo’. Ora sono 1305 le persone attualmente positive nel Padovano. E sebbene i bollettini di inizio settimana abbiano rivelato essere talvolta condizionati da un rallentamento dell’attività di analisi dei test, è altrettanto vero che la tendenza a un significativo rallentamento nei contagi è diventata ormai una certezza che si va consolidando di giorno in giorno. Frena la sua corsa infernale anche il numero dei decessi, che pure non si ferma ancora: due le persone morte nelle ultime 24 ore, entrambe in ospedale: una in Azienda a Padova e l’altra a Schiavonia. Proprio a Monselice, si è registrato il quinto decesso fra gli ospiti della casa di riposo Sereni Orizzonti. Si tratta di Amelia Parolo, 89 anni.

MEMORIE, UN SITO PER RICORDARLI

Amelia Parolo si è spenta all’alba di lunedì all’ospedale di Schiavonia, dove era ricoverata da poco meno di una settimana. Era stata fra i primi ospiti a essere contagiata dal coronavirus e subito messa in isolamento. Successivamente i sintomi si sono fatti più aggressivi, con febbre e difficoltà respiratoria, fino al punto da rendere necessario il ricovero in ospedale.

Lo scorso 21 aprile Amelia era entrata al reparto Covid-19 di Schiavonia e da allora non si è più ripresa. Originaria di Carceri, ma vissuta a lungo a Vighizzolo d’Este, Amelia Parolo, vedova Businaro, lascia tre figli e numerosi nipoti. Rimasta vedova in giovane età, pochi anni dopo il matrimonio, la donna ha lavorato a lungo come stagionale in campagna per poter occuparsi della famiglia e crescere i figli. «Ha lavorato molto per noi, si è sempre data tanto da fare», racconta il figlio Gustavo, «e fino al 2013 ha vissuto nella sua casa di Vighizzolo, in autonomia. Poi sono sopraggiunti alcuni problemi legati all’età e per alcuni anni la abbiamo seguita a casa. Un successivo aggravamento ci ha costretti a prendere in considerazione l’ipotesi di un trasferimento in una struttura. Così, nel luglio 2016, è entrata nella casa di riposo di Bovolenta. La residenza era aperta da pochi mesi e abbiamo trovato un posto, oltretutto vicino a Conselve, dove io abito. In questi anni si è trovata bene e ha vissuto discretamente, nonostante gli acciacchi e i problemi legati all’età».

Dopo alcuni giorni di tregua nella casa di riposo di Bovolenta è stata un’altra giornata triste, segnata da questo nuovo lutto. Ma un motivo di speranza c’è ancora perché i tamponi eseguiti domenica sui pazienti hanno confermato che i nove anziani negativi non sono stati contagiati. I positivi invece sono 54, di cui sette ricoverati in ospedale. Dallo scorso 16 aprile la struttura è blindata perché 16 lavoratori hanno scelto di mettersi in quarantena per due settimane, nella speranza che il ferreo isolamento possa bloccare il contagio. Intanto hanno rassegnato le proprie dimissioni i tre rappresentanti del comitato familiari degli ospiti, Flavio Bellesso, Dario Lazzarin e Emanuela Garbinati: «Le motivazioni? Preferiamo non aggiungere altro perché qualsiasi nostra parola sarebbe motivo di polemiche che non vogliamo alimentare», chiariscono. —

Complessivamente, secondo quanto riportato dal bollettino dell’Azienda Zero, dall’inizio dell’epidemia i morti sono 232.

i numeri. Il dato realmente significativo arriva dalla diminuzione dei casi attualmente positivi. Continuano a calare al ritmo di circa un centinaio al giorno e, di questo passo, se il sistema regge, il numero dei contagiati scenderà presto a livelli trascurabili: ora nel Padovano (ad esclusione di Vo’) i positivi al coronavirus sono 1305, 118 in meno rispetto al giorno precedente; i negativizzati virologici passano quindi a 2202. Invariato invece il numero dei pazienti in isolamento domiciliare, 1139.

Diciassette in tutto le persone che necessitano ancora le cure della Terapia intensiva (12 in Azienda ospedaliera e 5 a Schiavonia) e 160 i malati ricoverati nelle aree non critiche degli ospedali del territorio.

Case di riposo. Anche la situazione delle case di riposo in provincia pare stabile e, anzi, i veri numeri in rapida evoluzione sono quelli relativi ai negativizzati. Gli ospiti, cioè, che hanno ottenuto un tampone negativo e che dunque possono dirsi guariti. A Galzignano Terme, nella Residenza Al Parco, il fine settimana ha fatto registrare oltre 30 negativizzati, cifra che ha letteralmente dimezzato il numero di contagiati nella struttura (che erano all’incirca una sessantina).

E ancora: al Centro Servizi per Anziani di Monselice, dove i positivi al Covid-19 sono poco meno di 90, la direzione sanitaria aspetta l’esito del secondo tampone che potrebbe sancire la guarigione per almeno un terzo dei pazienti. Queste due strutture, assieme ovviamente alla “Pietro e Santa Scarmignan” di Merlara, sono le case di riposo provinciali con il maggior numero di vittime da inizio emergenza: quasi 70. Ebbene, ormai da qualche giorno in queste strutture la serie di decessi pare essersi interrotta, altra circostanza che fa ben sperare per la gestione dell’emergenza nei centri per anziani padovani. —
 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi