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Coronavirus, ecco il risultato dell'autopsia sul primo morto in Veneto: «Fisico debilitato»

Il virologo Giuliano Rizzardini direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano ha eseguito l'esame. Le condizioni generali che mostravano un fisico debilitato porterebbero a stabilire che è quantomeno azzardato dire che quel maledetto virus sia la causa del decesso

PADOVA. Molto difficile dire se Adriano Trevisan, 78 anni di Vo’, primo italiano morto per Coronavirus sia deceduto proprio per il Covid 19.

Il pensionato il virus l’aveva contratto, ma la sua cardiopatia e le condizioni generali che mostravano un fisico debilitato porterebbero a stabilire che è quantomeno azzardato dire che quel maledetto virus sia la causa del decesso.

Lo ha stabilito il virologo Giuliano Rizzardini, direttore del Dipartimento Malattie infettive 1 dell’ospedale Sacco di Milano, al quale la procura di Padova aveva assegnato la consulenza. Che deve ancora arrivare - i termini non sono ancora scaduti - ma da quanto si apprende questo sarebbe il risultato.


l’indagine per il primo morto

La cartella è stata acquisita nell’ospedale di Schiavonia in seguito all’apertura di un’inchiesta (senza indagati e probabilmente rimarrà tale) affidata dal capo della procura di Padova Antonino Cappelleri al sostituto procuratore Benedetto Roberti. L’obiettivo principale è capire se siano stati rispettati protocollo e linee guida per il contenimento del contagio da una parte e dall’altra se ci sia stato un intervento secondo le regole nella diagnosi della malattia su Trevisan.

Va ricordato che è stato ritenuto inutile far svolgere l’autopsia sul corpo del pensionato. Quindi l’indagine è solo sulla documentazione sanitaria.

cardiopatico e debilitato

Trevisan, che era cardiopatico e debilitato, viene ricoverato il 16 febbraio per sospetta broncopolmonite e quattro giorni più tardi, il 20, è sottoposto al tampone. La conferma della positività al Covid-19 arriva nel pomeriggio del 21 quando nella stessa struttura ospedaliera arriva un 68enne di Vo’ con sintomi analoghi.

Immediato il trasferimento nella Terapia Intensiva dell’Azienda ospedaliera di Padova: la morte in serata. E a quel punto l’individuazione del focolaio a Vo’.

Il paese diventa zona rossa, con divieto a tutti di entrare e uscire. Un esperimento di isolamento che serve da studio per l’Italia e non solo.

A distanza di settimane dalla riapertura la situazione in paese è di 87 tamponi positivi cumulativi dall’inizio dell’epidemia: ma attualmente i positivi in paese sono 6 e quindi 78 i negativizzati (guariti) virologici. 


 

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