Romeo, Luigi, Attilio, Luciano: vittime del coronavirus nel Padovano, le loro storie

La terapia intensiva dell'ospedale di Schiavonia

Quattro decessi nella giornata di domenica 21 aprile, tutti e quattro all'ospedale di Schiavonia

PADOVA. Quattro i decessi registrati in provincia di Padova nella giornata di domenica 21 aprile, tutti all’ospedale di Schiavonia.

Romeo Soffìa di Arsego aveva 90 anni: era stato trasferito al Covid Hospital dopo essere stato ricoverato all’ospedale di Camposampiero in seguito a una caduta. «Circa un mese fa era stato ricoverato nel reparto di Geriatria del “Pietro Cosma”» affermano alcuni parenti «poi abbiamo saputo che, dopo la chiusura di Geriatria in seguito a diversi contagi, c’è stato il trasferimento a Schiavonia». Nell’ospedale della Bassa è pure ricoverato il fratello Rino, più giovane di qualche anno.ù

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Sembra che le condizioni della vittima fossero stabili: il peggioramento è arrivato repentinamente. Romeo Soffìa lascia la moglie Pierina, conosciuta in paese e a Camposampiero in quanto per molti anni ha lavorato come infermiera in Ginecologia al “Cosma”. La coppia non ha figli. Anche Soffìa era conosciuto e benvoluto ad Arsego: ex muratore, aveva dovuto affrontare un infortunio sul lavoro che gli aveva impedito di poter continuare l’attività. È il terzo decesso per Covid-19 ad Arsego, segno che il contagio si è diffuso in qualche modo nella frazione di San Giorgio delle Pertiche.

Sale a due, ad Arzergrande, il numero di decessi per Covid-19. Dopo Giulia Pagin di 75 anni, nella giornata di domenica è mancato anche Luigi Lazzarin di 86 anni.

Luigi Lazzarin, 86 anni, Arzergrande

Da pochi giorni era ricoverato all’ospedale di Schiavonia, dove era arrivato in gravi condizioni. Il virus ha interagito con un quadro clinico che era già debilitato. Lazzarin lascia la moglie Maria e il figlio Luciano. Operaio in pensione, l’uomo era originario di Arre. Aveva vissuto per trent’anni a Padova e altri dieci a Conselve. Nel 2008 si era trasferito in paese, nel nuovo quartiere di via Tiepolo, proprio dietro al municipio. Il rito funebre si terrà in cimitero nella giornata di venerdì. «Un pensiero va a queste vittime» ha detto il sindaco Filippo Lazzarin che ha porto in nome della comunità le condoglianze ai familiari «strappati all’affetto dei loro cari che non hanno avuto la possibilità di un ultimo saluto». Ad Arzergrande i positivi sono attualmente sette, con altri otto contagiati che nel frattempo si sono negativizzati. ù

Era invece di Ospedaletto Euganeo Attilio Rossin, 86 anni originario di Montagnana ed ex artigiano nel settore delle confezioni. Viveva in via Mandolare. L’anziano era stato ricoverato ad Abano Terme, tempo fa, per un problema ad una gamba. Dimesso, è poi peggiorato a casa: portato a Schiavonia perché positivo al Covid-19, è mancato nelle ultime ore. Nello stesso ospedale è ricoverata anche la moglie, non in condizioni gravi.

Un quarto morto arriva dal Centro Servizi per Anziani di Monselice: si tratta di un 67enne di Pernumia, Luciano Menesello. In generale, stando al bollettino di Azienda Zero, nella nostra provincia si sono registrati 28 contagiati in più a fronte di 21 nuovi guariti. I casi attualmente positivi sono 1.896 e i deceduti hanno superato quota 200: con quelli di ieri si è arrivati a 212. Sono invece 398 i cittadini usciti dall’isolamento domiciliare: attualmente sono in tutto 1.458. —

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