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Variante urbanistica Kioene oltre 206 mila euro da pagare

È la notifica inviata al Comune dalla Corte dei Conti che contesta il danno erariale L’azienda ha potuto ampliarsi per 4.980 metri quadrati coperti a ridosso del paese

Renzo Mazzaro
2 minuti di lettura



VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO

La notifica è arrivata la vigilia di Natale. Un regalo di cui l’amministrazione comunale avrebbe fatto volentieri a meno: 206. 903, 70 euro da pagare per danno erariale, per una variante urbanistica di cui ha beneficiato la Kioene per ampliare lo stabilimento. Firmato Alberto Mingarelli, viceprocuratore generale della Corte di Conti e Paolo Evangelista, procuratore regionale. I destinatari sarebbero almeno quattro: il sindaco, il vicesindaco, il tecnico comunale e, per un importo limitato, un impiegato.

“Sarebbero” perché il riferimento ai destinatari filtra a stento dal municipio. È vero che con il coronavirus c’è altro a cui pensare, ma erano tutti a bocca cucita anche prima. A cominciare dal sindaco Cristian Bottaro, che appena sentiva di che argomento cercavamo riscontro, chiudeva la conversazione seccatissimo. Non sa niente neanche l’opposizione, che aveva denunciato la vicenda con un esposto della consigliera Fedora Rover e prima di Lucio Caccin, consigliere comunale fino al 2018. Inutile interpellare Kioene, il gigante delle cotolette vegetali: Albino Tonazzo, titolare col fratello Stefano della nota azienda che sponsorizza il volley padovano, sa solo delle polemiche che c’erano state in consiglio comunale. Anche perché il danno erariale viene contestato all’amministratore pubblico, che nel caso deve pagare di tasca propria, non al privato. Kioene è in una botte di ferro.

Il procedimento istruttorio della Corte dei Conti porta la sigla V2017/00878. Sono cinque pagine che ricostruiscono la storia di questa tormentata variante, approvata con delibera del consiglio comunale il 24 febbraio 2015. Il 24 febbraio 2020 sarebbe scattata la prescrizione: la contestazione ha interrotto i termini. Chiara la volontà della Corte di non lasciare che la vicenda finisca in cavalleria.

L’ampliamento (4.980 metri quadrati coperti, praticamente un nuovo stabilimento a ridosso del centro con capannoni alti 14 metri) è stato realizzato da Kioene su una superficie di 15.370 metri, di cui 13.956 erano destinati a terreno agricolo. Ne è conseguito un incremento di valore ma il Comune, scrive il consulente della procura, ne ha considerati solo 10.000 e su questi ha calcolato gli oneri di urbanizzazione. Ci ha aggiunto «detrazioni non dovute», tipo, «uno scomputo di 46.407 euro che non ha proprio nessuna giustificazione». Sul totale degli oneri ha abbonato all’azienda 35.000 euro purché assumesse 5 operai del posto (assunzioni finora non avvenute), incappando in una irregolarità amministrativa perché questi oneri «non possono diventare contributi a fondo perduto». Le spiegazioni del Comune non sono state ritenute sufficienti. La procura ha rifatto i conti: «Il plusvalore dell’area, depurato dalle opere di urbanizzazione, è pari a 1.142.259,24 euro, su cui va calcolata la percentuale del 40% costituente la somma perequativa spettante a Comune, ossia 456.903,70 euro. Considerato che il valore perequativo calcolato dall’ufficio tecnico era pari a 250.000 determinati da una serie di errori, la differenza, ossia 206.903,70 deve ritenersi danno erariale risarcibile da parte di coloro che, come la signoria vostra, con propri atti, pareri od omissioni nel corso del procedimento amministrativo ha contribuito alla sua generazione».

L’intimazione della procura dava 30 giorni per pagare. Non si sa cosa abbiano fatto in municipio. Si sa invece che le contestazioni riguardano l’intera procedura di approvazione della variante e non sono finite: potrebbero coinvolgere i componenti del consiglio comunale che l’hanno votata. Resta da chiarire per esempio perché i 215.000 euro di oneri di urbanizzazione (250.000 meno i 35.000 abbonati per i 5 operai) siano stati impiegati da Kioene nella ristrutturazione del Centro Tomasoni che si trova a 3 chilometri dall’azienda, quando «le opere pubbliche e i servizi devono essere realizzati nel conteso in cui ricade l’intervento». Da notare che il Comune ha dovuto aggiungere 155.000 euro per concludere i lavori, giustificandoli come interventi antisismici. Resta soprattutto da spiegare la concessione di un credito edilizio di 1.540 metri cubi a Kioene per la demolizione di uno stabile che si trovava nel terreno agricolo utilizzato per l’ampliamento: il credito non esisterebbe, perché lo stabile doveva essere abbattuto dal precedente proprietario. —



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