Coronavirus, la mappa dei casi nei Comuni: dopo Padova c'è Monselice

I contagi crescono laddove ci sono stati focolai nelle case di riposo. Fenomeno più marcato a Galzignano (un infetto ogni 44 abitanti), Camposampiero, Vo’, Cittadella e Merlara

PADOVA . La vetta, ovviamente, va a Padova, il Comune più popoloso. Tra i dieci Comuni più colpiti dal virus, però, poi ci finiscono quelli che hanno una casa di riposo in cui è purtroppo riuscito ad entrare il coronavirus. Non è facile dare lettura chiara al numero di contagi per singolo Comune, anche se un punto di riferimento è incontrovertibile: il picco di contagi si registra laddove ci sono centri residenziali in cui il contagio è dilagato.



IL DOMICILIO. I dati a cui si fa riferimento sono quelli di Azienda Zero e l’ultimo bollettino preso in considerazione è del 14 aprile. «Il criterio è quello del domicilio, dunque se una persona vive stabilmente in una casa di riposo il contagio viene registrato nel Comune in cui ha sede quella struttura», chiarisce Alessandro Bolis, sindaco di Carmignano di Brenta, presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl 6. La considerazione è fondamentale per leggere il bollettino e spiega la presenza nella “top ten” dei contagi di municipalità come Merlara, Galzignano Terme, Bovolenta e Monselice.



CONTAGI PER ABITANTE. Solo per pura curiosità statistica, analizzando i primi dieci Comuni per contagi emerge che a Padova c’è stato un cittadino positivo al virus ogni 300 abitanti, a Monselice uno ogni 77, a Galzignano Terme ogni 44 e a Camposampiero ogni 137. E ancora, a Vo’uno ogni 38, e forse questo è il dato più “autentico” vista l’assenza di strutture residenziali e visto il cluster chiaramente riconosciuto dalle autorità sanitarie. A Cittadella la positività è arrivata per un residente ogni 243, a Merlara uno ogni 33, a Campodarsego uno ogni 209, a Bovolenta ogni 53 e per finire a Piove di Sacco uno per 335 abitanti e Albignasego uno ogni 438.

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POLESINE IMMUNE. Molti ricercatori, in vari campi, si interrogano sulla “immunità” del Polesine, dove i contagi sono minimi rispetto al resto del Veneto. I Comuni che confinano con il Rodigino non tradiscono il fenomeno: 1 a Vescovana e Barbona, 2 a Masi e Piacenza d’Adige, 4 a Boara Pisani e Sant’Urbano, 9 ciascuno per Castelbaldo e Stanghella.

FOTOGRAFIA CHIARA. . «Come sindaci abbiamo chiesto al Servizio di Igiene e Sanità pubblica delle tabelle più chiare, perché questi numeri non fotografano la realtà della situazione» sottolinea Bolis «Oltre al dato dei positivi, ci serve anche quello dei negativizzati: sugli 87 storici contagiati di Vo’ oggi quelli positivi si contano sulle dita di una mano. Ci servono poi numeri certi su ricoverati e in isolamento». Nicola Cesaro .

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