Coronavirus a Padova, mercati a numero chiuso: in provincia la formula funziona

Il banco di Campagna Amica a Sarmeola di Rubano

A Piove di Sacco soltanto quindici ambulanti di alimentari. A Saonara trasloco dei banchi in piazza Borgato. Conselve distanzia le presenze. Ma ovunque la spesa è assicurata

PIOVE DI SACCO. Nessun assembramento di persone, controlli coordinati e un numero limitato di banchi. È partita ieri mattina con risultati positivi la sperimentazione legata all’organizzazione del mercato ambulante secondo le nuove disposizioni sanitarie. Tra centro storico e la zona dell’ex Foro boario, il mercoledì e il sabato, si è abituati a contare oltre 130 banchi. Il mercato richiama migliaia di persone (il 70% arriva da fuori città) ed è soprattutto un momento di ritrovo e socialità. Ieri i banchi erano solo una quindicina, tutti di generi alimentari ovviamente, e dislocati in tre aree, solo con clienti residenti usciti appositamente dalle loro residenze. A vigilare e disciplinare i flussi nei percorsi a senso unico all’interno delle aree transennate, aperti dalle 9 alle 13, c’erano i volontari della Protezione civile e del gruppo Radioamatori.

«In via Gauslino dove sono in vendita la frutta e la verdura» hanno raccontato proprio i volontari a fine mattinata «c’è stato un flusso lento ma costante. Abbiamo fatto in maniera che ci fossero non più di tre persone per banco. Ai varchi al massimo si sono formate code con sei o sette persone. Le persone sono in gran parte dotate di mascherine e guanti».


In pescheria (che sarà operativa anche domani) c’erano soltanto quattro banchi, come pure in piazzale Bachelet dove gli spazi sono talmente ampi che non ci sono stati problemi di distanziamento sociale. «La sperimentazione, con il supporto del Comune e dei volontari» ha detto l’assessore al Commercio Luca Carnio, operativo in centro storico a monitorare la situazione «proseguirà sicuramente anche sabato e la prossima settimana. Questa prima esperienza ci è servita per capire i dettagli che si possono migliorare come predisporre delle forniture di guanti monouso all’ingresso dei varchi».

Per alcuni clienti, da Correzzola a Polverara, passando per Pontelongo, si tratta di una vera e propria necessità visto che in questi piccoli centri le attività commerciali sono praticamente tutte scomparse. Discorso a parte per Legnaro, che ha invece dovuto rinunciare al mercato settimanale per motivi logistici legati alla viabilità.

«Il settore agroalimentare è strategico» hanno spiegato Maurizio Antonini e Massimo Lazzarin, rispettivamente direttore e responsabile Cia dei mercati contadini padovani, «siamo pronti a portare avanti questo sistema organizzativo finché sarà necessario. Gli imprenditori agricoli, pur tra mille difficoltà, proseguono le loro attività per garantire gli approvvigionamenti».

Saonara. Dalla prossima settimana il mercato settimanale di Saonara si sposterà da via Roma alla vicina piazza Borgato. La decisione è stata presa per poter rispettare più agevolmente le nuove disposizioni dettate dall’emergenza sanitaria, che impongono un solo ingresso e una sola uscita nelle aree di vendita, e distanze di sicurezza non solo tra le bancarelle, ma anche per i clienti in coda. Ieri intanto, durante il consueto mercato del mercoledì, i banchi di generi alimentari sono stati posizionati ad una notevole distanza l’uno dall’altro, e muniti di apposite delimitazioni. Polizia Locale e Carabinieri hanno vigilato sul rispetto delle distanze richieste e sulle obbligatorie dotazioni di guanti e mascherine per commercianti e clienti. I saonaresi si sono dimostrati molto disciplinati, tanto che non è stata elevata alcuna sanzione.

Conselve. Svolgimento senza particolari intoppi del mercato settimanale dopo l’introduzione delle nuove disposizioni a cui commercianti e clienti devono attenersi. Già dal mese scorso l’appuntamento con il commercio ambulante è ridotto ai soli banchi alimentari e dei prodotti agricoli presenti in piazza Battisti e nell’area degli ex distributori di fronte al Prato Comunale. «Si tratta di una dozzina di ambulanti» spiega l’assessore comunale Matteo Lazzarin «disposti a debita distanza fra loro e ben delimitati».

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