Dal primo ai dolci, i ristoratori padovani cucinano gratis per medici e infermieri

L’iniziativa nata con lo slogan #padovanonsiferma unisce un centinaio di esercenti. Sono determinati a sostenere gli operatori della sanità fino alla fine dell’emergenza

PADOVA. I ristoratori padovani si sono cercati, si sono trovati e si sono dati uno scopo preciso: solidarietà nei confronti di medici, infermieri e l’intero esercito dei sanitari che combatte in prima linea contro il coronavirus. E così ristoratori, baristi, pasticceri e gelatieri padovani hanno riaperto le loro cucine all’insegna dello slogan #padovanonsiferma.

Da una settimana stanno consegnando gratuitamente i pasti al personale del 118, dei reparti ospedalieri e all’Opera della Provvidenza di Sant’Antonio.


In tutto si tratta di quasi cento professionisti della tavola, riuniti in una chat Whatsapp e autogestiti nella prodigiosa staffetta gratuita di pranzi offerti al personale degli ospedali di Padova e Piove di Sacco.

L’idea. A lanciare l’idea Ivan Totaro, manager della catena Hamericas e Jacopo Morelli, titolare del Caffeine di via Roma.

Le prime consegne gratuite lunedì agli operatori del 118 e ad alcuni reparti ospedalieri. In tutto un centinaio i pranzi preparati dall’hamburgeria Hamerica’s del Ghetto.

Martedì, quindi, è toccato ai sandwich e ai pancake del Caffeine, dopodiché mercoledì sono arrivati i primi del ristorante cinese Shangai di via Marsala, e via via i dolci di Racca, le preparazioni dolci e salate del panificio Vecchiato, con Antonio Ferrari e altri chef pronti a fare la propria parte producendo cibo anche nel fine settimana.

Non mollano: sono decisi a continuare fino alla fine dell’emergenza, caparbiamente fiduciosi che andrà tutto bene. Una solidarietà bella (e buona) che è un manifesto corale, senza protagonismo né rivalità, ma tanta collaborazione tra colleghi. «Il momento storico non è difficile, è il più difficile che a molti di noi sia mai capitato» riferiscono in coro «ci mettiamo quello che possiamo e, comunque, non sarà mai quanto stanno mettendo in gioco medici, infermieri e tutto il mondo che tiene in piedi gli ospedali».

Intanto #padovanonsiferma è diventato anche un sito web: padovanonsiferma.it.

Da questa fiducia cieca, tenace e ostinata, da questa convinzione granitica nel fare impresa, dovrà ripartire la città dopo lo stop forzato.

Maggiori informazioni sull’iniziativa, per chi volesse condividere il progetto e unirsi a questo manipolo di ottimisti, si possono ottenere scrivendo a 2020@padovanonsiferma.it.

Protagonisti. Ad oggi partecipano alla staffetta i ristoranti e bar Ai Navigli, Al Cicheto, Al Viale Pizzeria, Al Vigò, Antico Forno, Antonio Ferrari, Bamboo Cafe, Barcode, Belle Parti, Birtg, Boho, Box, Cafè Pasha, Caffè al Duomo, Caffeine, Caramel Caffè, Casa Vecchiato 1889, Celso, Clafe Bistrò, Da Dante Trattoria, Diemme Caffè, E-Noteca di Donna Irene, Da Emilio, Enotavola Pino, La Boccia, Vedi Vidi Vino, Eroica caffè, Friso, Gianni, Graziati, Greggio Antonio, Fuel, Hamerica’s, Hostaria Piave, Il Canevone, Il Desco, Il Gancino, Il Gottino, Isoletta, La Proseccheria, La Sciabola, Mai cafè, Mastika pizzeria, Origini Caffè e Cucina, Osteria Bocabona, Otivm, Breda, Mazzari, Artusi-Pier 88, Vita Gyros da Andrea, Arcobaleno, da Ciccillo, Mafaldina, Principe Bar, Racca, Radici Terra e Gusto, 19.94, Pepe Nero, Simon’s Bistrot, The Coffee Box, The Squid, Tola Rasa, Uva, Ai Colli. —

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