Padova, l’epidemia avanza in ospedale. Si allunga la lista dei chirurghi contagiati

Sono medici di cardiochirurgia e chirurgia. Merigliano: «Alla fine, almeno il 30 per cento di noi avrà contratto il virus»

Continua ad allungarsi la lista dei medici contagiati all’ospedale di Padova: come previsto fin dall’inizio si stanno ammalando uno dopo l’altro, tanto che si prevede di poter arrivare, con il procedere dell’epidemia, ad un 30% di contagiati. Ieri è stata confermata la positività di due medici molto noti, un chirurgo ed un cardiochirurgo tra i più importanti dell’ateneo. Positivi anche un chirurgo della chirurgia epato-biliare, un medico cardiologo ed uno della clinica chirurgica terza. Di quest’ultimo è positiva la moglie, in condizioni più gravi. Notizia dei giorni scorsi, poi, è che ricoverata in rianimazione c’è anche una anestesista di 35 anni.

NESSUNO GRAVE


Per quanto riguarda gli altri, sembra che nessuno, al momento, versi in condizioni particolarmente gravi ma sono ovviamente sotto controllo, in particolare i meno giovani. Immediatamente dopo aver appurato che i test erano positivi, poi, è scattato il controllo anche su tutti coloro che hanno avuto rapporti stretti con i medici, a partire dai colleghi. Difficile sapere con esattezza quanti possano essere davvero i dottori colpiti dal virus, perché le informazioni sulla salute del personale sanitario – come quelle di qualunque paziente – sono riservate.

I NUMERI

L’ultimo report della Regione parla di un centinaio di persone in isolamento temporaneo, tra cui 39 medici e 57 infermieri. Ma in via Giustiniani si parla già di quasi una metà dei direttori positivi al tampone. «Alla fine della guerra», dice il professor Stefano Merigliano, direttore della Clinica Chirurgica terza e presidente della Scuola di Medicina, «abbiamo messo in conto che sicuramente il 30 per cento di noi avrà contratto il virus, forse anche di più. Si può ipotizzare che svilupperemo l’immunità di gregge, ma non è detto perché questo virus continua a mutare, di poco ma in fretta». L’allerta sul personale sanitario è massima fin da prima che l’epidemia arrivasse in Italia: già l’esperienza cinese, infatti, aveva dimostrato come medici, infermieri e operatori sono i più esposti al contagio, ma se si ammalano loro gli ospedali rischiano la paralisi.

IMPREPARATI

A Padova la situazione è ancora sotto controllo, ma forse all’inizio qualche leggerezza c’è stata: «Anche fra noi medici» conferma Merigliano, «c’è chi in un primo momento si è dedicato al proprio lavoro senza le opportune protezioni per tutelarsi. Purtroppo hanno sbagliato, perché invece prendere le giuste precauzioni è fondamentale, per tutti coloro che stanno lavorando in ospedale: ai colleghi della mia clinica ho chiesto di portare la mascherina sempre, se non quando sono completamente soli». Queste notizie però, tiene a sottolineare il professor Merigliano, non devono spaventare i cittadini. «In questo momento», conclude, «la cosa più importante è affidarsi alle istituzioni e avere fiducia nel fatto che stiamo lavorando per loro h24. È importante non cedere al panico: se la fiducia tiene, le cose andranno bene». —
 

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