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Il 73enne ripescato morto nel Bisatto sarebbe stato travolto da un’auto pirata

Il giallo di Este. Bicicletta recuperata 3 km a monte, ferite alla testa compatibili con il colpo inferto da uno specchietto retrovisore

Carlo Bellotto
2 minuti di lettura

ESTE. Si era ipotizzato che si potesse trattare di una caduta accidentale, di un suicidio, persino di un possibile omicidio, visto che il cranio del povero Adriano Pavan, 73 anni di Este era sfondato. Invece la realtà potrebbe essere ben diversa: ossia che lo sfortunato ciclista sia stato vittima di un incidente. Di un’auto pirata per l’esattezza. In tal senso virano infatti le minuziose indagini dei carabinieri della stazione di Este che ieri hanno ritrovato la bicicletta di Pavan sul canale Bisatto. Non nel ponte di via Martiri della Libertà, dov’è stato ripescato il corpo e nemmeno vicino al Ponte delle Grazie, dov’era stato avvistato da un collaboratore della parrocchia delle Grazie.

Bici recuperata

La bicicletta è stata avvistata e recuperata nella acque del Bisatto in zona Sostegno, quindi a monte di circa tre chilometri. Ne emergeva una piccola parte, pare sia accertato che si tratti della sua. Nell’argine all’altezza della presunta fuoriscita sono stati rinvenuti dei piccoli pezzi di plastica e ovviamente sono in corso delle indagini. L’ipotesi è che Pavan, quotidianamente in sella alla sua bicicletta, possa essere stato colpito dallo specchietto di un’auto o magari di un furgone in transito lungo via Sostegno.

Ipotesi pirata

Potrebbe chi era al volante non essersi accorto di averlo colpito e di averlo fatti finire in canale? Difficile. Il colpo sarebbe stato molto violento e nella via il traffico è molto scarso visto che c’è una limitazione del traffico da qualche anno. Possono transitare solo residenti o persone dirette da chi abita lungo qual tratto arginale. Un divieto che non sempre viene rispettato a dire il vero, ma comunque lungo la stretta via viene percorsa più da ciclisti e persone a piedi che da automezzi. Una ricostruzione plausibile è che, se verrà confermata questa pista, il pensionato possa essere stato travolto qualche ora prima del suo ritrovamento avvenuto verso le 17.30 di giovedì. La stessa mattina infatti pare che alcuni vicini di casa lo abbiano visto partire da casa. Quindi, proseguendo con questa ricostruzione ci potrebbe essere un pirata della strada in circolazione che, identificato rischia l’incriminazione per omicidio stradale e omissione di soccorso. Ovvio che consegnandosi alleggerirebbe la sua posizione. Il corpo di Adriano Pavan poi, trascinato dalla corrente nonostante lo scarso livello d’acqua presente, sarebbe finito fino al ponte delle Grazie dove è stato visto, per proseguire poi all’altezza del ponte di via Martiri dove è stato recuperato dai vigili del fuoco.

autopsia decisiva

Sarà l’autopsia a stabilire se Pavan sia morto per il colpo alla nuca o per annegamento. Per ora si è svolta un’ispezione cadaverica all’obitorio polesano. La procura di Rovigo, che ha aperto un’inchiesta - per ora senza indagati - ha affidato l’incarico dell’esame autoptico al medico legale Lorenzo Marinelli di Ferrara. I carabinieri hanno anche ascoltato i parenti dell’uomo, una sua conoscente di Montagnana con la quale si era visto la mattina e un amico. La procura ha deciso nell’immediatezza dei fatti e con una situazione ben poco chiara, di porre sotto sequestro l’alloggio di via Decio Broglio, alla Salute, dove Pavan viveva da solo. Per anni aveva lavorato all’Utita.

Ogni giorno saliva in sella alla sua amata bicicletta e girava per la città, spesso si fermava in piazza Maggiore e stazionava nel portico sotto al Comune dove si intratteneva con amici e conoscenti. Per la data del suo funerale bisognerà attendere che la procura dia il via libera. —


 

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