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Trovato morto, aveva il cranio sfondato

Il 73enne ripescato nel Bisatto potrebbe essere caduto sulla massicciata dell’argine finendo in acqua: disposta l’autopsia

Nicola Cesaro
2 minuti di lettura



Un forte trauma cranico. È questo l’elemento che ha tinto di giallo la morte di Adriano Pavan, il 73enne trovato cadavere giovedì sera nel canale Bisatto. Un giallo su cui gli inquirenti non hanno ancora certezze e che nelle prossime ore richiederà nuovi accertamenti. Al momento la pista più battuta è quella della caduta accidentale nelle acque del canale.

LA SCOPERTA

Il corpo di Pavan è stato recuperato alle 18.30 di venerdì all’altezza del ponte di via Martiri della Libertà. Sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri di Este. È parso subito chiaro che Pavan era morto da poco, di certo nel pomeriggio. Un evidente trauma alla testa ha suscitato mille dubbi sulla causa del decesso, allontanando l’ipotesi – che poteva sembrare la più scontata nell’immediato – del tentativo riuscito di suicidio. A chiedere l’intervento dei soccorsi è stato un collaboratore della parrocchia delle Grazie, che ha notato il corpo galleggiare all’altezza del ponte accanto alla basilica. dove la salma è stata intercettata.

LE INDAGINI

La possibilità che dietro a quella morte ci fosse della violenza – la ferita alla testa ha acceso molti dubbi – ha portato i carabinieri ad avviare immediate indagini. Nel giro di poche ore sono stati ascoltati, oltre ai familiari del 73enne, una donna di Montagnana con cui Pavan aveva trascorso le ultime ore e un amico intimo. Sono scattate inoltre le ricerche della bicicletta dell’anziano, così come delle chiavi di casa che non sarebbero state ancora recuperate. L’appartamento dell’uomo è stato esaminato dai carabinieri e posto sotto sequestro. Ieri pomeriggio, all’obitorio dell’ospedale di Rovigo, l’ esame esterno sulla salma voluto dalla Procura.

LA RICOSTRUZIONE

La ferita al capo, più che a un episodio di violenza, secondo gli onquirenti pare compatibile con una caduta. Non è escluso che l’uomo, che spesso girava la cittadina in bici o a piedi, spingendosi anche in zona Grazie, abbia raggiunto l’argine del Bisatto utilizzando la scalinata in pietra che si trova proprio in quel punto. Forse è scivolato e ha battuto la testa, perdendo i sensi e finendo nelle acque del canale. Non è ancora chiaro se sia morto per il colpo alla testa o per annegamento. È comunque l’ipotesi al momento più credibile rispetto a quella del suicidio o di una violenza subita. Oggi potrebbe già essere eseguita anche l’autopsia, esame che dovrebbe sciogliere ulteriormente i dubbi.

LA VITTIMA

Adriano Pavan viveva da solo in via Decio Broglio, nel quartiere della Salute, in quella che era stata la casa dei suoi genitori. Aveva due fratelli, Roberto e Graziano, con cui i rapporti erano piuttosto radi. Per anni aveva lavorato come operaio all’ex Utita; il 73enne era da tempo in pensione. Era un noto frequentatore del centro cittadino, anche se comunque molto riservato, e lo si vedeva spesso in sella alla sua bicicletta. L’autorità giudiziaria non ha ancora dato il via libera per poter celebrare il funerale dell’uomo. La data delle esequie potrebbe essere decisa già nella giornata di oggi, a meno che la Procura di Rovigo non imponga nuovi e più approfonditi accertamenti medico-legali. —



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