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«Acqua pulita per tutti» Cento milioni di investimenti

È stata eletta la nuova governance del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo Non solo il “tubone anti-Pfas” nel maxi piano per i prossimi cinque anni

Nicola Cesaro
2 minuti di lettura



Una nuova assemblea, un presidente riconfermato, cento milioni di investimenti già “sul campo” e altrettanti che si spera di poter far piovere sul territorio nei prossimi cinque anni. Il Consorzio di bonifica Adige Euganeo è pronto a ripartire all’indomani delle elezioni che ne hanno rinnovato la governance.

IL CDA

Il nuovo consiglio d’amministrazione dell’ente, che ha sede a Este e che opera su 120 mila ettari in quattro province e settanta Comuni, ha visto eleggere Mauro Bertin, Stefano Capuzzo, Renzo Marcon e Michele Zanato. La votazione ha registrato solo voti favorevoli con due astensioni, di cui quella dichiarata della lista Futuro per il Consorzio.

Quattro, invece, le schede bianche per l’elezione del presidente: è stato riconfermato per il prossimo quinquennio Michele Zanato, 45 anni, affiancato dal vice Renzo Marcon.

L’ASSEMBLEA

Prima del Cda eletto lo scorso 3 febbraio, ovviamente, gli elettori avevano scelto i loro rappresentanti in Consorzio. Questi i venti eletti nell’assemblea consortile: nella fascia 1 Davide Bertipaglia, Emanuele Bonello, Matteo Rango, Marco Zambon (Coldiretti, Cia, Confragricoltura) e Diego Boscarolo (Cittadini nei Consorzi); nella fascia 2 Fabrizio Bertin, Lorenzo Bertin, Mauro Bertin, Stefano Capuzzo, Renzo Marcon, Paolo Zovi (Coldiretti, Cia, Confagricoltura) e Bruno Mori (Futuro per il Consorzio); nella fascia 3 Michele Barbetta, Roberto Ferro, Carlo Gemmo, Onorio Finesso, Marco Menesello, Michele Negretto, Enrico Rossetti e Michele Zanato (Coldiretti, Cia, Confagricoltura).

La prima fascia è quella degli elettori con un carico di contributo inferiore a 135,11 euro, la seconda fino a 768,44 euro e la terza oltre quest’ultimo contributo. Nella prima fascia non è riuscita a ottenere alcun rappresentante la lista Euganei.

«La vera novità di queste elezioni, e sarà la forza per i prossimi cinque anni, è la presentazione di una lista unica con tutte le associazioni di categoria. Abbiamo già dimostrato in questi anni che presentarsi uniti è importante, anche per recuperare fonti e investire sul territorio», ha sottolineato Zanato.

I SINDACI

Qualche maretta è arrivata per l’elezione dei sindaci: la convergenza non è stata immediata ma alla fine ha visto prevalere Michele Danielli (Urbana) come presidente della Consulta dei primi cittadini. Gli altri sindaci che siedono in assemblea sono Paolo Vigato di Vighizzolo d’Este (già ex presidente dell’Adige Euganeo), Giuliano Martini di Vo’ e Federico Curzio di San Pietro Viminario.

Roberto Trevisan è il rappresentante della Provincia di Vicenza, mentre dal Vicentino c’è Leonardo De Marzo e dal Veronese Manuel Scalzotto.

CENTO MILIONI

«Continuiamo da dove ci eravamo “fermati”, ossia da quei cento milioni di euro che l’Adige Euganeo è riuscito a trasformare in investimenti per il territorio. È un vero record nazionale», sottolinea Zanato. Cinquanta milioni sono quelli che arrivano dal Ministero per la realizzazione del “tubone anti-Pfas” che dal Leb a Cologna Veneta, per 20 chilometri, porterà acqua pulita per l’agricoltura fino a Castelbaldo e Merlara. Acqua senza Pfas, giusto per essere concreti, visto che il Leb pesca l’acqua dall’Adige. In questo momento si è in fase di espropriazioni e bonifiche: entro febbraio 2021 verrà consegnato il cantiere, mentre i lavori si dovranno chiudere entro il 2024. Il Consorzio è poi impegnato in almeno un milione di euro di progettazioni, che si tradurranno in quaranta milioni di euro di cantieri: garantiranno quelle interconnessioni per scongiurare il rischio idraulico tra Pozzonovo e Piacenza d’Adige. «Il doppio obiettivo dell’acqua pulita e dell’irrigazione a portata di tutti potrebbe tradursi in altri cento milioni di euro di lavori» assicura Zanato «È un nostro obiettivo per questo mandato, che diventa più importante in questo momento in cui i cambiamenti climatici sono evidenti: garantire sicurezza senza penalizzare l’agricoltura. Queste previsioni di investimento si concretizzeranno anche nell’incremento della forza lavorativa». Sono previste almeno altre 4-5 assunzioni. —



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