Giallo di Stanghella. "Samira ha un’altra identità". Chiesta la perizia sul profilo Fb

Secondo l’avvocato di Barbri si chiamerebbe Sara e sarebbe in Spagna. Domani atteso il Riesame 

STANGHELLA. Per la Procura era in fuga in Spagna. Lui, invece, assicura: «Stavo cercando mia moglie, che è all’estero e si fa chiamare Sara». Sara, guarda caso il nome con cui Samira aveva aperto una terza pagina Facebook. Stanno lavorando su questo, anche su sollecitazione della difesa, gli inquirenti impegnati da ormai quattro mesi nella ricerca di Samira El Attar, 43 anni, la madre di Stanghella scomparsa dal 21 febbraio.

UN ALIAS, SARA


Come è ben noto, il marito di Samira – Mohamed Babri, 48 anni – è ad oggi è l’unico indagato per l’omicidio della donna. È in carcere da quasi un mese. L’arresto è avvenuto a due settimane dalla sua “fuga” in Spagna. Già, perché per la Procura quella era una fuga. Diversa, invece, la versione del presunto omicida: «Ero in Spagna a cercare mia moglie» ha spiegato qualche giorno fa al pm Francesco D’Abrosca «Una connazionale incontrata a Padova mi ha detto che Samira è in Spagna e si fa chiamare Sara». E qui arriva una coincidenza non banale. Spulciando tra i social intestati a Samira sono infatti spuntate tre pagine Facebook: due con il nome “Samira El Attar” e una invece che fa riferimento a una “Sara Barbari”.

Sara, il nome citato dalla connazionale. Barbari, una storpiatura del cognome del marito. In questo profilo, creato nell’agosto 2016, sono postate anche delle foto della figlioletta e un annuncio per la ricerca di lavoro in zona Stanghella-Monselice-Rovigo, datato ottobre 2018. Il difensore di Barbri, l’avvocato Daniele Pizzi, ha chiesto alla Procura una perizia proprio su questo profilo, alla ricerca di eventuali post o conversazioni che possano aprire una nuova pista. Va ricordato che gli stessi genitori di Barbri, raggiunti dai media italiani, hanno sostenuto la necessità di indagare anche sul passato di Samira, sostenendo che la donna sia ancora viva.

IL VOLANTINO

Domani il Tribunale del Riesame di Venezia deciderà se confermare o meno il carcere per Barbri. Tra i documenti portati a sostegno della scarcerazione dal presunto omicida c’è anche il volantino che il 48enne aveva in tasca al momento del suo arresto a Madrid: «Se busca Samira El Attar», il titolo del piccolo manifesto con tanto di foto della donna. «Si cerca Samira El Attar», la traduzione, con altri dettagli come la data di scomparsa (01-01-20, stranamente, e non il 23-10-19) e la circostanza che la donna si fosse spostata proprio in Spagna dopo la sua scomparsa dall’Italia. Nello stesso volantino Barbri aveva indicato il suo telefono cellulare, quello dei carabinieri padovani e quello del suo avvocato. Oltre al volantino, al Tribunale veneziano è stato presentato anche il biglietto di ritorno che Barbri, al momento dell’arresto, aveva già comprato per rientrare in Italia. —




 

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