Gazzo, addio al calciatore Mirko Pelizzer: è morto dopo 20 giorni di agonia

La squadra dà l’annuncio sui social, il giovane di Gazzo si era accasciato in allenamento il 24 gennaio

GAZZO. Dopo 20 giorni di agonia, il suo cuore ha cessato di battere per sempre. Mirko Pelizzer, 25 anni compiuti nel letto di rianimazione, non ce l’ha fatta. La partita per la vita è stata persa.

Niente è stato possibile, anche se la speranza era tanta. Il suo cuore forte ha tenuto duro, ma l’embolia celebrale che aveva avuto non gli ha dato scampo. Un malore tanto improvviso quanto fatale sul campo da calcio, che è sempre stata la sua seconda casa.


Era il 24 gennaio e Mirko stava per iniziare gli allenamenti. Pochi minuti e si è sentito male. Ha avvertito un forte dolore alla testa e si è accasciato. È stato subito soccorso dai compagni di quadra e dagli allenatori della Telemar San Paolo, con cui giocava.

È stato portato subito all’Ospedale San Bortolo di Vicenza, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. L’intervento era riuscito ma gli organi vitali seriamente compromessi. Da allora è cominciata l’agonia e la lotta per la vita. Non si è mai ripreso.

Il cuore forte ha continuato a battere e dare speranza. I familiari, gli amici e gli atleti hanno pregato e tifato. Ma Mirko non ce l’ha fatta. Ieri sera alle 18.30 è spirato.

La causa più probabile del malore devastante che ha colpito Mirko è stata ricondotta dai medici ad una rara malformazione arterovenosa, che nulla ha a che fare con l’attività sportiva, per la quale aveva eseguito tutti i controlli medici previsti. È un caso che il giovane si sia sentito male in campo. Avrebbe potuto succedere a casa, a letto, al lavoro. In qualsiasi posto. Mirko, calciatore di passione, lavorava come magazziniere alla Myyour di Gazzo. In ogni ambiente aveva lasciato il segno delle sua bravura, gentilezza e socievolezza. Viveva da 6 anni in via Dandolo a Gazzo, trasferitosi lì da Bolzano Vicentino. Fino allo scorso anno giocava con la Fides di San Pietro in Gu e dalla nuova stagione indossava invece la maglia della Telemar, che ieri ha dato l’ annuncio sulle pagine dei social.

«Sono stati 20 giorni di speranza, di angoscia, di paura, di notti in bianco, di tanta vicinanza a mamma Manuela, papà Eliseo, ai fratelli Luca e Stefano», confessa il presidente della Telemar San Paolo, Massimo Trevisan. «Una grande famiglia che con dignità, ha saputo affrontare la più alta e difficile sfida che la vita possa presentare. Mirko ha sempre lottato. Non ha mai mollato. Mirko non ha perso. Mirko è stato circondato, sempre, da tanto affetto e calore. Straordinario ed incredibile.

Mirko da oggi avrà un posto speciale nel nostro cuore. Mirko da oggi sarà un esempio di coraggio. Mirko continuerà a vivere in ognuno di noi. Un ringraziamento a tutto il personale del reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Vicenza per gli sforzi, la determinazione e la professionalità con cui hanno curato Mirko e per la gentilezza, per come ci hanno sempre accolti. E un grazie enorme, davvero, alla prima squadra, allo staff, che ha saputo in questo periodo, essere presente in ogni momento». 
 

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