Padova rivuole una tappa del Giro. Alleanza con le Terme per il 2021

L’assessore Bonavina: «Sono ottimista, avremo una risposta entro aprile. Sogno una cronometro»

PADOVA. Vent’anni dopo Padova vuole il Giro d’Italia. Arrivo di tappa nel 2021 o, per un’apoteosi dell’immagine cittadina, addirittura una tappa a cronometro con un percorso lungo i Colli Euganei. Una richiesta formale, presentata in gran segreto alcuni mesi fa da Palazzo Moroni in partnership con i comuni di Abano e Montegrotto, che è stata discussa ieri a Milano dall’assessore Diego Bonavina con il direttore della “corsa rosa” Mauro Vegni. Il comitato organizzatore, che fa capo al gruppo Rcs, ha assicurato «la massima attenzione» sulla proposta e si è riservato di rispondere entro aprile. «È stato un incontro positivo, c’è grande interesse sulla candidatura di una città come Padova. Io sono ottimista», spiega Bonavina.

Le tre alternative


Sul tavolo ci sono tre possibili alternative per coinvolgere tutto il territorio di Padova, delle Terme e della cintura euganea nel Giro d’Italia 2021. La più semplice è quella di una tappa che attraversa l’area termale per poi terminare (con una probabile volata) in Prato della Valle, lo spazio più adatto per ospitare un evento di questo tipo.

Ma non solo, la seconda variabile prevede una tappa con arrivo a Padova e, il giorno seguente, un’altra tappa con partenza dalle Terme. In questo modo lo “spot”, sul versante turistico, per il Padovano sarebbe doppio.

Infine, terza alternativa, diciamo il “top di gamma”: una cronometro dei Colli, con partenza e arrivo da Padova. Una tappa che sarebbe molto attesa perché questo tipo di competizione porta sempre molti sconvolgimenti in classifica generale, al di là delle classiche tappe alpine. Inoltre il vantaggio sarebbe che solitamente dopo la cronometro al Giro c’è un giorno di riposo che i ciclisti e tutta la “carovana” della corsa potrebbero passare alle Terme.

Sponsor da trovare

Ovviamente le tre possibilità hanno costi diversi, perché sono gli enti locali a doversi far carico di alcune spese. Per ospitare un arrivo di tappa del Giro si stima un costo di circa 200 mila euro. Che le amministrazioni coinvolte dovrebbero coprire attraverso sponsor.

Importante però è anche il parere della Regione, che deve “validare” tutte le tappe venete e potrebbe anche dare un contributo economico. Non è da sottovalutare il collegamento con i riconoscimenti Unesco, in ambito turistico-culturale. Il Giro 2020 infatti avrà una tappa (guarda caso a cronometro) da Conegliano a Voldobbiadene, nelle colline del Prosecco che nel luglio scorso sono diventate “patrimonio dell’umanità”. È possibile dunque pensare che il governatore Luca Zaia possa fare il bis con una tappa dedicata a Giotto e all’Urbs Picta.

Le ultime volte

In attesa della risposta ad aprile, si può fare un salto temporale di 11 anni per arrivare a quando Padova ha ospitato per l’ultima volta il Giro. Nel 2009, era il 12 maggio, una tappa diretta a San Martino di Castrozza è partta da Padova (vinse Danilo Di Luca, poi squalificato per doping).

Ancora indietro nel tempo: bisogna tornare al 23 maggio 2000 quando la tappa arrivò in Prato della Valle dopo 253 chilometri percorsi da San Marcello Pistoiese: in questo caso ci fu un arrivo in volata vinse Ivan Quaranta che bruciò Jan Svorada e Mario Cipollini. La maglia rosa quel giorno fu indossata da Francesco Casagrande, ma il Giro alla fine fu vinto da Stefano Garzelli. —


 

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