Sardine a Padova, manifestazione alternativa al modello Lega

Oltre duemila partecipanti al raduno al Portello organizzato in simultanea con l'arrivo del segretario federale del Carroccio al Geox. Sl palco anche "el Pojana"

PADOVA. Il movimento delle Sardine è tornato in piazza  a Padova, nel popolare quartiere universitario del Portello, in una sfida a distanza con Matteo Salvini, che in contemporanea, al Pala Geox, interviene ad un meeting della Lega in vista delle elezioni regionali di maggio.
 
 
In piazza Portello, in una serata fredda, si sono radunate oltre duemila persone. Sulla folla svetta un grande manifesto con lo slogan "Salvini hai sbagliato citofono".Confuso tra i manifestanti anche il vice sindaco di Padova, Arturo Lorenzoni, leader in città di 'Coalizione Civica', che in molti danno come probabile candidato e sfidante alle regionali di Luca Zaia.

Sul palco anche l'attore padovano Andrea Pennacchi, noto per la figura del "Pojana", ritratto macchiettistico del leghista 'duro e puro' che porta ogni venerdì in tv al programma "Propagandalive".

Padova, el Pojana sul palco delle Sardine

"Padova non si lega!" Questo il messaggio lanciato dalle sardine padovane: "Salvini è tornato per dividerci: vuole iniziare subito la campagna elettorale, vuole il Veneto, vuole noi" ha detto Antonio Alaia, uno dei volti delle sardine padovane "abbiamo cominciato il nostro percorso con la volontà di mostrarci unite contro la politica dell'odio, del sovranismo, delle discriminazioni, chiedendo ai nostri politici di ritrovare un dialogo che porti con sé i valori fondamentali del rispetto e della nostra costituzione. Siamo in piazza per ribadire questo messaggio".

"Non possiamo accettare la politica degli slogan, delle citofonate, dei pregiudizi e dell'odio. Padova è altro: è cultura, è arte, è accoglienza, senza lasciare indietro nessuno, e solidarietà. Oggi cogliamo pure i frutti di tutto ciò, celebrando la città come capitale europea del volontariato. Non dimentichiamo tutto questo, la nostra storia, non lasciamoci trascinare dalla pancia e dall'odio, non lasciamoci dividere, come invece vorrebbe qualcuno"
spiega Eleonora Cannavacciuolo in una nota.

 "Restiamo uniti! Stretti in un'unica come le sardine che siamo, difendendo i nostri valori e la nostra terra dalla retorica dell'odio e della divisione. Ricordiamoci chi siamo: noi siamo sardine. Siamo un popolo di persone normali, di tutte le età: amiamo le nostre case e le nostre famiglie, cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero. Mettiamo passione nell’aiutare gli altri, quando e come possiamo. Amiamo le cose divertenti, la bellezza, la non violenza (verbale e fisica), la creatività, l’ascolto. Vi aspettiamo in mare aperto!"

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