Stipendi, Padova scala posti ma resta alle spalle di Rovigo

Nella classifica nazionale della remunerazione annua lorda siamo al 27° posto. In Europa un italiano guadagna in media 10.900 euro in meno di un tedesco 

PADOVAA Rovigo si guadagna più di Padova. Dai dati del “Jp Salary Outlook” forniti dall’osservatorio JobPricing e incrociati da Fabbrica Padova, centro studi di Confapi, con quelli di Ocse e Istat, emerge come il ral (remunerazione annua lorda) di un padovano sia inferiore a quello di un rodigino. Se nella città del Santo il ral è di 29. 191 euro, a Rovigo è di 29. 233, mentre a Verona si sale addirittura a 30. 103 euro, superando la media dell’intero paese pari a 29.601 euro. Sono comunque tutte al Nord le retribuzioni più alte, che però non reggono sempre il confronto con le big europee. Milano resta in prima posizione: grazie ad un ral di 33. 948 euro il capoluogo lombardo stacca di quasi duemila euro la seconda in classifica, che è Bolzano con 32.088). Padova è 27ª, ma è comunque risalita di dieci posizioni rispetto allo scorso anno. Trattandosi di remunerazione annua lorda, è ovvio che vanno scalate le trattenute previdenziali di Inps a carico del lavoratore (circa il 9, 19%) e le ritenute fiscali Irpef, addizionale regionale e comunale, oltre alle eventuali detrazioni. Partendo quindi dalla base di 29.191 euro lordi, ad un padovano restano in tasca in media poco meno di 21 mila euro. Cifra che ad un’azienda costa quindi circa 40.000 euro all’anno.

In Europa

Con una retribuzione lorda media pari a 29.601 euro l’Italia si posiziona al 9° posto su 17 nella classifica dei salari nella zona Euro, sotto la Francia e sopra la Spagna. Un lavoratore italiano guadagna in un anno 10.900 euro lordi in meno di uno tedesco e 8.700 euro in meno di uno francese. In Lussemburgo la retribuzione media è oltre il doppio di quella italiana (64.595 euro). Tra le regioni il Veneto è al 7° posto (29.473 euro), in una graduatoria guidata da Lombardia e Trentino con un reddito annuo lordo rispettivamente di 31. 472 e 31. 136 euro. Sul terzo gradino del podio il Lazio, trainato da Roma, che supera l’Emilia-Romagna, quarta. Prima del Veneto ci sono anche Liguria e Piemonte, mentre in coda figurano Calabria e Basilicata.

Produttività

«È evidente che bisogna capire quali sono i nostri competitors anche in tema di retribuzioni, se Germania e Francia o i paesi dell’Est Europa», commenta Carlo Valerio, presidente di Confapi Padova. «Di sicuro c’è tanta strada da fare e allargare la prospettiva, perché la questione stipendi è legata a doppio filo a un altro tema non più eludibile, quello della produttività, intesa come valore aggiunto attribuibile al progresso tecnico e ai miglioramenti nella conoscenza e nell’efficienza dei processi produttivi: a riguardo, l’Italia è ferma dall’inizio degli anni 2000. La crescita della produttività si ottiene riducendo il gap tecnologico e smuovendo un mercato del lavoro immobile e ipertutelato, fattori che frenano la crescita delle imprese e i salari ». —

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