Un cinema dentro lo Iov per pazienti e familiari

Rassegna di film offerti dalla Rai con il progetto di Fondazione Altre parole Bonavina: «Obiettivo è ridare al malato una dimensione sociale ed emozionale»



Terapie e farmaci sempre più all’avanguardia, ma al primato della clinica troppo spesso viene sacrificato l’aspetto umano delle cure: è a questo gap che risponde l’iniziativa “La sala in più” della Fondazione Altre parole nell’ambito del più ampio percorso di umanizzazione delle cure dell’Istituto oncologico del Veneto. L’aula magna dello Iov si trasforma per un giorno al mese in sala cinema e proporrà ai pazienti e ai loro familiari, ma anche ai dipendenti della struttura, una rassegna di film selezionati e offerti da Rai Cinema.


umanizzazione

«L’iniziativa rappresenta una nuova modalità per avvicinare il malato e la sua famiglia al personale sanitario» ha sottolineato la direttrice sanitaria dello Iov Giuseppina Bonavina, «e punta a ridare ai pazienti una dimensione sociale ed emozionale meno influenzata dallo stato di malattia, un’opportunità per familiari e operatori sanitari di sorridere e rilassarsi insieme grazie all’arte cinematografica. Inoltre, al termine di ogni proiezione il team di psicologi dello Iov proporrà una conversazione, un ulteriore momento di vicinanza fra medico, paziente e caregiver che darà la possibilità a tutti di vivere l’ospedale in modo diverso. Dallo Iov, quindi, un grande ringraziamento alla Fondazione Altre parole e a Rai Cinema».

l’iniziativa

Fernando Gaion è il presidente della Fondazione Altre parole che ha promosso l’iniziativa: «la necessità di umanizzare le cure e l’ospedale mi era evidente quando lavoravo come oncologo proprio qui allo Iov» rileva Gaion, «e ora con la Fondazione cerchiamo di proporre progetti che vadano in questo senso. L’obiettivo è mettere la persona, prima del paziente, al centro, dargli la possibilità di riappropriarsi della vita che ha creduto perduta, di coinvolgerlo quindi in esperienze capaci di emozionare. E in questo senso funziona tutta l’arte».

il cinema

Le proiezioni dei film saranno ospitate nell’aula magna dello Iov a partire da giovedì alle 17. «Vogliamo dare un segno tangibile del suo impegno sul territorio» sottolinea il presidente di Rai Cinema Nicola Claudio, «la selezione di film segue una linea editoriale inclusiva che si basa sulla diversificazione dei temi così da interessare un pubblico ampio. In un mondo dove cambiano i modelli di consumo e la distribuzione del tempo libero, elemento fermo è la passione e l’interesse per le immagini, ovvero per l’emozione. Il linguaggio filmico è universale e la sfida è che ogni titolo trovi il suo pubblico. Il fatto di rivolgerci a pazienti è un valore aggiunto, perché ci fa contribuire a una terapia di cura e guarigione con un’esperienza positiva». Carlo Brancaleoni, dg di Rai Cinema, aggiunge: «I film proposti - da The Post a La pazza gioia - hanno un comune denominatore: i protagonisti che lottano per ottenere qualcosa: sono tutti film di qualità per far sorridere, riflettere, emozionare».

la vera cura

«La medicina e l’oncologia sono sempre più tecnologiche e il rischio è che si dimentichi l’aspetto umano» il commento del professor Pierfranco Conte dello Iov, «abbiamo sempre più risposte sul piano clinico ma sempre meno su quello umano. Invece deve esserci il tempo per parlare con il paziente, per guardarlo negli occhi, ascoltarlo. L’arte in tutte le sue forme ha un impatto sulle persone, malate e no. Questa iniziativa promette un impatto molto positivo». —

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