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Colpo alla sala giochi Arrestati in quattro Il loro capo è Giantin ex Mala del Brenta

Fermati a Selvazzano i 3 complici del 47enne nella rapina del 2018 alla Vlt Imperial di Mirano. Decisive le riprese video

Carlo Bellotto
2 minuti di lettura



La Mobile padovana stava indagando su una banda locale che si presumeva potesse colpire. Le indagini arrivano al punto che gli agenti chiedono una perquisizione a casa di un personaggio illustre, Ivan Giantin, 47 anni a Rubano, già legato alla banda della Mala del Brenta. Qui sono stati trovati gli effetti che potevano essere compatibili con una rapina ad una sala slot a Mirano (Venezia). Si trattava di un paio di scarpe Adidas particolari e un giubbotto. Mobile di Padova, carabinieri della Compagnia di Mestre e della stazione di Mirano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Gip di Venezia nei confronti di 4 persone, due italiani e due stranieri, responsabili di rapina aggravata.

colpo un anno fa

Il fatto risale alla notte tra il 26 e il 27 dicembre 2018 quando due individui irrompevano con i volti travisati all’interno della sala giochi “Vlt Imperial” di Mirano e minacciavano con una pistola e un piede di porco la dipendente in servizio impossessandosi di circa 400 euro dal registratore di cassa e da un barattolo utilizzato per contenere le mance, dileguandosi subito dopo. La prolungata attività d’indagine ha consentito di individuare il quartetto criminale composto dai due italiani, lo stesso Giantin e Giuseppe Mion, 43 anni di Selvazzano e dai due stranieri, l’albanese Alban Shera, 23 anni, senza fissa dimora e il tunisino Kheireddine Chargeddine, 28 annni, residente a Selvazzano, nonché i ruoli ricoperti da ciascuno di loro durante le fasi ideative, organizzative ed esecutive della rapina.

i promotori

In particolare Giantin e Mion promuovevano l’attività criminosa ideandola insieme. Il primo si adoperava poi per l’organizzazione di mezzi e persone necessari e quale materiale esecutore insieme all’albanese Shera. Mion forniva le informazioni necessarie relative alla sala slot, effettuando sopralluoghi nei giorni precedenti e facendo da “staffetta” e “palo” ai complici durante l’esecuzione.

Tre in carcere

I due italiani e Shera sono stati portati al Due Palazzi. Il tunisino Charfeddine è stato posto agli arresti domiciliari in quanto incensurato e avendo offerto contributo minore alla rapina, essendo rimasto fuori dalla slot e avendo guidato l’autovettura impiegata per la staffetta. Tra gli arresti spicca la figura di Giantin già appartenente alla Mala, scarcerato due anni fa al termine di 16 anni di detenzione per reati gravissimi e che nel proprio curriculum criminale annovera l’agguato a colpi di kalashnikov eseguito nei confronti dei carabinieri di Ferrara la notte del 3 marzo 2001 in via Traversagno e che, solo per caso fortuito, non provocò la morte di alcuno, sebbene un militare dell’Arma in quel conflitto perse l’uso di un occhio. Da quanto aveva spiegato una commessa della sala poco dopo i fatti la pistola che il rapinatore impugnava era simile a quella delle forze dell’ordine, quindi una semiautomatica. —

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