Le richieste dei ciclisti padovani alla giunta comunale

Il gruppo facebook “A ruota libera” porta un pacco di richieste a al vicesindaco Lorenzoni: per esaudire quasi tutti i desideri basterebbero seimila euro

PADOVA. Loro sono stati bravi, perché muoversi in bici a Padova è un’impresa da ciclisti coraggiosi. E a Palazzo Moroni - dove hanno consegnato le loro letterine, facendole protocollare - non hanno trovato sicuramente un Babbo Natale pronto ad accontentarli.

Ma se è vero che il 2019 sarà ricordato come l’anno delle Mobike - le bici a noleggio che hanno conquistato migliaia di utenti - il 2020, oltre a portare in dote la prima linea della bicipolitana, potrebbe risolvere parte dei tanti piccoli problemi che i ciclisti urbani si trovano ad affrontare ogni giorno. La rete “A ruota libera” li ha raccolti in quindici letterine consegnate all’amministrazione comunale, e in particolare al vicesindaco Lorenzoni, chiamato a impersonare la parte del Babbo Natale, anche fuori tempo massimo.

Un regalo economico

In realtà, anche se le letterine sono quindici, le richieste sono ventotto e nascono da un censimento delle principali criticità segnalate da chi si sposta su due ruote. Esaudire tutti i quindici desideri costerebbe appena seimila euro, non una somma impossibile. Ora tocca a Lorenzoni “premiare”, con uno slancio di buona volontà, chi ogni giorno dà il suo contributo alla città riducendo il traffico e l’inquinamento e liberando strade e parcheggi.



Il cestino e i parcheggi

La letterina numero uno è datata 9 dicembre e contiene un piccolo appello: spostare il cestino dei rifiuti che impedisce ai ciclisti pendolari di usare la canalina delle scale in stazione, per salire verso l’Arcella. Segue, nella letterina numero due, una richiesta sicuramente molto più sentita: sostituire le rastrelliere di via Decorati al Valor Civile, davanti a Padovanuoto. È una delle tante rastrelliere ad attacco basso, di quelle che costringono i ciclisti a fare le acrobazie per legare le ruote. «Non sono sicure, rovinano i raggi», segnala “A ruota libera”, suggerendo a Babbo Natale di coinvolgere la società sportiva nell’acquisto di nuove rastrelliere ad attacco alto.



La pista occupata

Vecchio problema, quello della pista di viale Codalunga, perennemente occupata da auto in sosta abusiva. Una letterina chiede di restituirla alle biciclette, magari proteggendola con gli stessi archetti che altrove rappresentano un ostacolo per i ciclisti. Un’altra pista da sistemare è la rampa del canale Scaricatore al Bassanello: insidiosa perché non asfaltata, da nove mesi costringe i ciclisti a scendere e a spingere le bici a mano.

«Per chi di noi si muove in mountain bike o gravel è stato anche divertente affrontare questa rampa sconnessa di ghiaia e ciottoli», si legge su una letterina, «ma i più sono stanchi di farsi quel tratto con la bici a mano». Sempre al Bassanello c’è una discesa dall’argine, verso Santa Croce, che è segnalata come ciclabile ma, non essendo asfaltata, è sconnessa e insidiosa. «Si potrebbe chiedere al Genio Civile di fare un po’ di manutenzione», suggerisce una letterina.



Buche e gradini

Il fondo sconnesso di piste e strade ispira più di una letterina. A Babbo Natale si chiede di “appianare” il dislivello tra il parcheggio e l’ingresso della Coop, che diventa un ostacolo con le bici cariche di spesa. Ma anche di asfaltare la prima parte di via Corrado, strada che porta al Cus ed è dunque molto frequentata da ciclisti. «Tutte quelle buche costringono le bici a stare in centro corsia, in modo molto pericoloso», si legge in una letterina. «È una semi-curva, uno spartitraffico stringe le auto a destra». Un altro gradino (di sei cm) è quello della rampa lungo il Piovego, sotto il ponte ciclopedonale che porta al parco Europa, percorso usato soprattutto dagli studenti universitari.



Archetti e ostacoli

Le punte sporgenti del cavalcavia Brusegana, dove da agosto si sono iniziati lavori non ancora conclusi, preoccupano i ciclisti e sono oggetto di un’altra lettera. Ma lo sono ancora di più gli archetti seminati qua e là, per esempio in via Sambin.

«Ce ne sono oltre 500», segnala “A ruota libera”. «È una rottura dover frenare e ripartire di continuo». In piazzale Boschetti, invece, l’ostacolo è rappresentato dalle auto in sosta, perché la pista ricavata in mezzo al cantiere del parco Tito Livio è stretta e sbuca proprio nel parcheggio. In via Capitello, infine, il cancello chiuso del parco degli Alpini diventa un ostacolo insormontabile, costringendo i ciclisti a passare in strada anziché tagliare in mezzo al verde.



Le altre richieste

Allargare la pista di via Valeri, illuminare la ciclabile di Montà, ricavare una pista dedicata alle bici nella rotatoria di via Buonarroti e poi sistemare le salite sugli argini da via Armistizio e da via 7 Martiri, tracciare la segnaletica di via Durer, proteggere la ciclabile di via Gattamelata, chiudere un buco sotto il ponte di via dei Colli, mettere una rampa ciclabile in riviera Mugnai, sostituire le rastrelliere davanti al liceo Tito Livio e aggiungerne in via Altinate, moderare il traffico all’inizio di via Siracusa, togliere il gradino al ponte “blu”, rimuovere le bici abbandonate in stazione. «Caro Babbo Natale, noi ti scriviamo tutto», è l’ultimo appello, «poi vedi tu». —
 

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