Pozzonovo, Massimo Sartori non è stato ucciso dai suoi due cani

La ricognizione esterna del corpo ha fatto capire ai magistrati che i morsi non erano mortali. L'uomo, cardiopatico, stroncato da un malore nel giardino di casa. Ora bisogna capire se il malore è stato provocato dall'attacco dei due molossi

POZZONOVO. Massimo Sartori, il 49enne di Pozzonovo trovato sbranato da due rottweiler domestici nel giardino di casa sua, non è morto per i morsi dei due cani intestati alla compagna ma per un malore.
 
Il fatto era accaduto mercoledì 11 dicembre sera, con l'uomo che era solo, e la notizia si era diffusa  dopo che la convivente aveva dato l'allarme.
 
 
È quanto emerso oggi dopo l'ispezione sul corpo, come si è appreso da fonti della Procura di Rovigo titolare dell'indagine per competenza territoriale, effettuata dai medici. 
 
Secondo i risultati dell'esame i segni dei morsi dei due cani, una femmina di nove anni e un maschio di due, non sono infatti mortali. Non è possibile però escludere che il malore sia stato provocato dall'attacco dei due cani.
 
 
Secondo questa ricostruzione l'uomo  si sarebbe sentito male (era cardiopatico) e sarebbe caduto per poi morire a causa delle patologie pregresse mentre i due molossi lo avrebbero morso solo successivamente e non in modo fatale.
 
Resta comunque da capire se il malore sia stato dovuto a un attacco dei cani, attacco che l'uomo non si aspettava, dato che la coppia di rottweiler lo conosceva bene.
 
 
 La procura ha già disposto la consegna della salma ai familiari per il funerale, annullando l'annunciata autopsia.
 

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