Fiera delle Parole da 80 mila visitatori: «Hotel e ristoranti pieni. È un bene per la città»

Ieri la conclusione dell’evento tra code, incontri e jam session letterarie L’organizzatrice Bruna Coscia: «È diventato un festival unico in Italia» .

PADOVA. È lo spettacolo di sempre, e ogni volta una sorpresa. La quattordicesima edizione della Fiera delle Parola fa ancora una volta centro. Con 80 mila visitatori, le code fuori dalle sale, l’entusiasmo del pubblico, la felicità degli autori: un copione che si ripete praticamente identico di anno in anno, per nulla logorato dal passare del tempo. Padova si scopre comunità letteraria, città amante della lettura, come confermano le classifiche specializzate nonché i dati di vendita delle librerie. «Questa manifestazione è un balsamo dall’effetto benefico sul complesso culturale, ed anche commerciale, della città. Alberghi e ristoranti erano full», osserva l’assessore alla cultura Andrea Colasio.

Domenica da leoni


È partito Mario Tozzi ieri mattina con un intenso omaggio alla «grande bellezza» della nostra Penisola. Poi la filosofia a portata di tutti, con la dissertazione sul «mito della crescita» di Umberto Galimberti. Infine il grande giornalismo con due big del calibro di Michele Santoro e Corrado Augias. Infine, immancabile, la chiusura con Roberto Vecchioni. E questa è solo la line-up dei grandi eventi in Salone. Ma come in ogni festival che si rispetti il bello si trova nelle “chicche”, negli appuntamenti per intenditori.



Nei talenti che venivano a Padova quando non erano ancora famosi e che adesso, come ha fatto ieri pomeriggio Marco Missiroli, presentano l’ultimo romanzo che sta per essere tradotto in 32 paesi nel mondo. E poi gli ospiti internazionali: come Kathleen Alcott, che sempre ieri ha portato nella città del Santo l’anteprima italiana del suo ultimo lavoro.

Padrona di casa

Un mix coi fiocchi che ogni anno funziona perfettamente come un puzzle in cui ogni tassello è unico e combacia con gli altri. A tirare le fila c’è lei: Bruna Coscia, la “padrona di casa”, l’organizzatrice unica dell’evento. Che da qualche anno è attorniata da una squadra di giovani pieni di entusiasmo, ma che da sola mette in piedi questa grande “giostra” chiamando, praticamente uno ad uno, tutti gli autori. E occupandosi di ogni loro necessità, come se fossero nel salotto di casa sua. Persino nella cura di assegnare i posti a tavola al ristorante “Da Dante alle piazze”, così che dall’incontro tra autori possano nascere nuove amicizie e future collaborazioni.

Jam session

È per questo che poi gli autori a Padova tornano sempre volentieri: «Devo dire che il clima è quello che ogni volta sorprende anche me – racconta Coscia – È una sorta di laboratorio in cui crescono i talenti e si incontrano. È diventato un grande festival, e ci capitano sorprese quasi da jam session letterarie». Come quando l’altra sera Stefano Massini, dopo aver presentato il suo libro al San Gaetano, si è presentato a sorpresa in Palazzo della Ragione a duettare con Corrado Formigli, con cui condivide l’avventura di “Piazzapulita”.

Appuntamento al prossimo anno? Non solo. «Abbiamo in programma dei “fuori fiera”, alle Terme ed in città. Nelle prossime settimane annunceremo nuove date e altri nomi», annuncia Bruna Coscia. Che non si ferma mai. —

 

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