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«Notizie false per avere consenso Sul web serve più conoscenza»

Piero Angela 30 anni fa ha creato il Comitato per battere la pseudoscienza: «Bisogna essere seri»

Silvia Pittarello
2 minuti di lettura

“3 2 1 0. All engines running. Liftoff! ”. Sulla Luna ci siamo andati e in questi giorni ci siamo pure tornati più volte, almeno virtualmente. Il decollo è avvenuto giovedì sera dall’Auditorium del “Cape Botanic Garden” di Padova a bordo di Cicap Fest, la super navicella spazio-temporale che, anche con il contributo del nostro giornale (siamo media partner) ci ha portati indietro nel tempo, a riscoprire Leonardo, genio senza pace e curiosissimo, e a “mirar interminati spazi e sovrumani silenzi”, resi umanissimi dopo la straordinaria impresa che cinquant’anni fa portò l’uomo sulla Luna.

Un viaggio merito di un 2019 particolarmente generoso di anniversari, ma anche dei tantissimi protagonisti che hanno partecipato alla missione con grande entusiasmo. Luna e Leonardo star indiscusse. Eppure non c’è confronto quando ad allunare è lui: Piero Angela. Giunto ieri a Padova per partecipare alla serata “Guarda che Luna!”, già sold out a giugno, ha incontrato stampa e pubblico per raccontare il suo “allunaggio” e le mille esperienze di tanti anni di impegno per combattere la pseudoscienza. Era a Cape Canaveral cinquant’anni fa, a testimoniare l’epica impresa degli astronauti dell’Apollo 11. Ma non filmò il decollo del Saturno V, perché volle riprendere i volti delle persone, fiumi di persone che quel giorno, naso all’insù, seguirono con meraviglia la straordinaria impresa.

emotività

«Oggi purtroppo di quella testimonianza non rimane traccia», spiega. «Ma per fare della buona divulgazione anche l’emotività è importante. Purché si sappia usare la testa».

È forse questa la cifra del nostro Piero nazionale, il suo mantra, perché è di razionalità, di conoscenza e di metodo che abbiamo bisogno se vogliamo difenderci dal fake. «Qualche anno fa a Camogli il direttore di Adnkronos mi chiamò per chiedermi come stavo. Voleva sapere se ero morto. Ci sono persone che lanciano notizie false solo per raccogliere consenso e soldi. Questo è il problema del web, perché il ritorno che si ha avviene solo in termini di pubblicità e fama e si misura col numero di followers che uno ha e che cliccano “Mi piace”. Questo meccanismo è perverso. Per combatterlo è importante conoscere, andare alle fonti, quelle attendibili, e imparare il metodo per affinare spirito critico e non fermarsi al primo sguardo».

analfabetismi

L’Italia ha analfabetismi culturali importanti. Non si legge e non ci si informa in modo corretto. E per sopravvivere nell’epoca delle post verità e della disintermediazione bisogna possedere metodo scientifico e senso responsabilità: «Faccio questo lavoro da 67 anni. Non posso giocare per avere più successo». Piero Angela è a Padova anche per festeggiare i trent’anni di attività della sua creatura, il Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze). Il Cicap ha raccolto attorno a sé i migliori scienziati italiani. Prima che si formasse, personaggi come Edoardo Amaldi, ragazzo di via Panisperna che lavorò con Enrico Fermi e Daniel Bovet, Nobel per la Medicina, gravitavano intorno all’orbita di quel primo nucleo originario che il 12 giugno 1989 diede vita al Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale che mutò nome nel 2013.

scienziati prestigiosi

«Di qui son passati Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Umberto Eco, Umberto Veronesi. Personaggi di grandissimo profilo che hanno dato al Cicap un’immagine di prestigio che ci ha fatto bene. Ma avere persone che contano non basta. Bisogna sempre lavorare bene ed essere seri». Sul futuro non ha dubbi. «Non sarà andando su Marte che risolveremo i nostri problemi. Questo è il pianeta in cui viviamo e potremmo continuare a viverci bene grazie alle tecnologie che abbiamo. Colonizzare altri pianeti non ha nessun senso. Più verosimile sarebbe la costruzione di pianeti artificiali, astronavi che possono contenere anche milioni di persone. Per questo la tecnologia è già disponibile».

greta

Quanto a Greta Thunberg, spiega, è un simbolo e rappresenta la vera risposta giovanile al problema dell’ambiente. E se potesse intervistare Leonardo? «Sarebbe bellissimo ma non gli farei domande. Piuttosto gli mostrerei cosa siamo riusciti a fare negli ultimi cinquecento anni. Penso che, curioso com’era, lo gradirebbe molto».

Silvia Pittarello

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