Villa Breda, Giordani scende in campo «Ora la gestiamo noi»

Il primo cittadino vuole l’edificio già prima dell’asta giudiziaria «Organizzeremo eventi culturali e apriremo il grande parco»



«Sto lavorando perché dal prossimo anno la gestione di Villa Breda passi direttamente al Comune, in attesa dell’asta che ci consentirà di acquisirla». Sulla storica dimora di Ponte di Brenta il sindaco Sergio Giordani gioca il jolly e “piglia tutto”: l’obiettivo infatti è assicurarsi il controllo dello storico edificio (e del grande parco attorno) destinato ad essere venduto all’incanto a causa del fallimento della Fondazione Breda. «Credo che il senatore-mecenate si rivolterebbe nella tomba se consentissimo una speculazione immobiliare sulla sua villa. È un mio dovere impegnarmi», aggiunge il primo cittadino.


Gestione al Comune

A curare la liquidazione della Fondazione Breda è il commercialista trevigiano Marco Della Putta, nominato dalla Regione. Con lui Giordani ha avviato un dialogo per ottenere la gestione dello storico complesso. «Sono grato all’associazione Viviamo Villa Breda, che ha organizzato molte iniziative e visite guidate. E continuerà a farlo. Ma è ora che la gestione passerà al Comune e si inizierà a fare chiarezza sul futuro – osserva Giordani – Vorrei aprirla di più e organizzare iniziative musicali e culturali. In questo mi darà una grossa mano l’assessore Andrea Colasio». Si inizia già a fine agosto con il teatro di “GirovagArte”.

Un altro dei sogni del sindaco è riaprire ai padovani il grande parco che si trova proprio dietro l’edificio: «È uno spazio verde enorme. Chiaramente avrà un costo per il Comune ma avrà anche un grande valore per tutta la zona. Se ne occuperà l’assessora Chiara Gallani».

Si va verso l’asta

La gestione è un primo passo in previsione dell’asta, cui il Comune ha tutta l’intenzione di partecipare. «L’obiettivo è che entro il mandato Villa Breda entri nel patrimonio comunale – sottolinea il sindaco – Purtroppo queste cose hanno tempi molto lunghi».

A seguire l’iter burocratico è invece l’assessore Diego Bonavina: «Non è ancora stata depositata la perizia fatta dal curatore fallimentare, per cui non abbiamo ancora una stima precisa del valore – racconta – Ma la nostra intenzione è quella di partecipare con un’offerta, come abbiamo fatto per la palazzina ex Coni all’Arcella».

Sia l’edificio che il parco sono vincolati e dunque esiste un diritto di prelazione per le amministrazioni pubbliche.

Ippodromo e albergo

A novembre invece saranno battuti l’ippodromo (8,5 milioni la base) e l’hotel-ristorante (circa 3 milioni). «Ricordo bene quando li frequentavo, erano posti di pregio – afferma Giordani – È un peccato che oggi siano abbandonati e mi auguro si trovi qualcuno in grado di riportarli all’antico splendore». Rispetto al patrimonio che il Stefano Breda lasciò alla città c’è anche Casa Breda, residenza per disabili dell’Usl6 a Brusegana, all’asta nel 2020.

La Fondazione Breda fu istituita nel 1905, dopo la morte del senatore, per gestire il suo enorme patrimonio con obiettivi caritatevoli. Nel 2008 l’inchiesta della Procura portò alla luce la dissipazione del patrimonio e debiti per oltre 25 milioni. La gestione finì sotto inchiesta, ma il processo in Cassazione è terminato con diverse assoluzioni e condanne minime. —

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