Ricostruito l’argine del canale Novissimo crollato lunedì mattina nell’area di Conche

CODEVIGO. È già stato ricostruito il tratto di argine sinistro del canale Novissimo crollato nella mattinata di lunedì a Conche. Lungo via della Bonifica, in prossimità dell’agriturismo Ae Cavane, si era aperta una voragine di dieci metri, con le acque del Novissimo che avevano innondato le campagne circostanti. Se fosse collassato l’argine destro, l’acqua sarebbe arrivata alla Statale Romea. Il Genio civile ha lavorato incessantemente per ricostruire la sponda e permettere alla strada arginale di tornare a essere transitabile. Fortunatamente il meteo è stato clemente, anche se l’alta marea ha costretto a fare i conti con il reflusso delle acque salmastre della Laguna. Ad accorgersi della rottura e a dare l’allarme era stato il vice sindaco Ettore Lazzaro. Il consorzio Bacchiglione aveva subito disposto lo svuotamento della rete consortile, messo in funzione tutti gli impianti idrovori e aperto le paratoie, per consentire il deflusso dell’acqua. «Sono soddisfatto dal lavoro svolto dal nostro personale» ha commentato Paolo Ferraresso, presidente del consorzio «che ha dimostrato una profonda conoscenza del territorio e una gestione impeccabile dell’emergenza, con un intervento puntuale. La collaborazione e il coordinamento con il Genio civile e le altre istituzioni hanno permesso di contenere i danni e di mettere in sicurezza la zona in breve tempo». Sarà ora però urgente ripristinare anche il sifone che, attraversando l’argine, consentiva di travasare le acque del Novissimo nel Gallaro, fosso indispensabile per l’irrigazione dei terreni agricoli di Conche. Non ha subito danni la botte a sifone posta sotto l’argine e che, passando sotto al Novissimo e alla Romea, consente di scaricare in laguna le acque in eccesso della località Zenna. Superata l’emergenza, torna la necessità di monitoraggio e manutenzione dei fragili argini. La causa del crollo è stata attribuita a un’infiltrazione occulta. Gli argini sono martoriati dagli scavi delle nutrie ma anche dalle radici della vegetazione mal curata.––

Alessandro Cesarato


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