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Mandato, l’abile ingegnere che trasforma in oro l’immondizia che tratta

Caso Sesa-Fanpage: il ritratto dell’amministratore delegato della società di Este e titolare di numerose aziende attive del settore dei servizi ecologici 

ESTE. L’economia circolare di Angelo Mandato, da semplice ingegnere a re dei rifiuti. Re in un regno con pochi oppositori, a dirla tutta. Con la sindaca di centrodestra Roberta Gallana il rapporto è idilliaco ma lo era anche prima con il primo cittadino dem Giancarlo Piva e, ancora prima, con il forzista Vanni Mengotto.

Abile a fiutare il vento, veloce a capire le dinamiche, è lui ad accaparrarsi la fiducia di Piergiorgio Cortelazzo, cittadino estense eletto in consiglio regionale nel 2000 con governatore Giancarlo Galan. In quegli anni comincia la scalata di Mandato, che nel frattempo prende il testimone che, giocoforza, gli lascia Sandro Rossato, il precedente proprietario di Sesa finito in galera nell’ambito di un’inchiesta sulla ’ndrangheta in Veneto.



Molto attento al mondo dell’informazione ma altrettanto a non comparire con la propria immagine. È grazie a questa sua abilità che un’azienda rilevata da un imprenditore in odor di mafia oggi viene definita “una meraviglia” niente di meno che da don Ciotti, il paladino dell’antimafia. Contro questa stessa azienda lottano molti cittadini della Bassa Padovana, da anni ormai. E Mandato che fa? Ottiene la certificazione di Legambiente che inserisce Sesa tra le aziende virtuose dell’economia green.

Il nome Angelo Mandato manda in tilt la ricerca della Camera di Commercio. Ha partecipazioni nella società agricola Vivaro biogas srl, capitale sociale 28 mila euro (38%); Ing. am srl, capitale sociale 3 milioni di euro (3,53%); Eco Tecno Plans srl, capitale 70 mila euro (28,53%); Finam Group spa, capitale 6 milioni di euro (45,09%); Società agricola Agrivalle, capitale 50 mila euro (20%); Vallette spa, capitale sociale 10 milioni di euro (45%). Ovviamente manca Sesa spa, costituita il 18 marzo 1995 con capitale sociale di 40 milioni di euro.



Un fatto descrive bene chi è Mandato. Domenica 22 giugno 2003, sono circa le 22.30 quando scoppia un incendio nella discarica della Sesa di Este. Il fumo limita la visibilità, i pompieri sono al lavoro, lo sguardo corre a un escavatore che sta operando tra le lingue di fuoco. Il mezzo sembra mosso da un joystick. Alla guida non c’è un addetto volenteroso qualsiasi e nemmeno un pompiere ma c’è, in maniche di camicia, l’ingegner Angelo Mandato, il guru dei rifiuti.

Smassa la spazzatura, l’incendio lo doma lui, arrivato nello stabilimento una manciata di minuti dopo l’allarme. L’ingegnere conosce lo stabilimento come le sue tasche, l’ha creato lui, imparando all’estero, dai più bravi, investendo. Lo stabilimento lo vengono a vedere da mezza Europa è un’eccellenza di tecnologia. Ha dovuto lottare e sta lottando contro tutti: l’impianto puzza visto cosa tratta. Basta l’apertura, inevitabile di un portone per far uscire zaffata che arriva a chilometri e che risulta molto fastidiosa.

Lo stabilimento, che sorge su una vecchia discarica degli anni ’90 si trova tra Este e Ospedaletto. È questo paese che più paga il prezzo degli odori di Sesa almeno da vent’anni. Ma anche con i sindaci che si alternano c’è odio e amore.

Mandato fronteggia comitati spontanei (il Chiu.di nel 2010 contava 400 iscritti), ma non c’è nulla da fare, la discarica si allarga sempre più, perde la dimensione paesana e diventa fonte di business. Il vero oro nero di questi anni: i rifiuti. Prima i rifiuti campani arrivano da queste parti per un’emergenza, poi magicamente diventano la norma.

Il Comune di Este nomina il presidente di Sesa in qualità di controllore. Mandato ne ha visti sfilare molti (Roberto Bortoloni, Amorino Peruffo, Mario Sandrin, Natalino Furlan, Leonardo Renesto è l’attuale) ma sono sempre figure sullo sfondo. Il capo vero è lui, unico e indiscusso. Per la sua competenza e dal 2005 per il suo “peso” societario, visto che il 49% della società è diventato suo.

Manager e padrone. Che fino a pochi mesi fa viaggiava con un’Audi A8 (da qualche tempo usa il parco macchine Audi di Sesa, tutte alimentate a biometano autoprodotto) quasi sempre infangata. Perché lui se non è in ufficio e in giro per le campagne che sta acquistando come noccioline. Qualcuno azzarda che sia (con le sue società) uno dei più grandi proprietari terrieri d’Italia.

Dove non acquista, affitta i campi, sempre per sversare il concime prodotto dai rifiuti. Un business non solo per lui e per il comune di Este (8 milioni all’anno in media l’utile che l’azienda produce a fronte di 80 milioni di fatturato) ma anche per molti piccoli proprietari che hanno messo a reddito terreni che non rendevano nulla. Dove? Ovunque, dalle Valli di Megliadino a Chioggia, solo per fare due esempi. Negli ultimi anni poi Mandato sta acquistando diversi immobili, tra i quali spicca villa Manin Zillo in via Principe Amedeo ad Este.

 

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