Il sindaco di Este: «Caso Sesa-Fanpage, è una manovra dell’estrema sinistra»

Gallana parla di infrazioni del tutto inesistenti costruite dall’opposizione. Il comune incassa dalla società due milioni di euro all’anno: il 15 per cento del bilancio

ESTE. «Un castello di infrazioni del tutto inesistenti». Roberta Gallana, sindaco del Comune di Este, definisce così l’inchiesta pubblicata l’altro ieri da Fanpage. Il Comune di Este è socio al 51% della società Sesa, realtà che garantisce ai bilanci comunali 2 milioni di euro all’anno. Somma, questa, che rappresenta circa il 15% delle entrate messe a bilancio comunale. A rappresentare il Comune in Sesa ci sono il presidente Leonardo Renesto e i consiglieri Giovanna Bonato e Laura Dalla Montà, tutti nominati dall’amministrazione comunale.

<Fanpage a Este è stata chiamata da esponenti dell’estrema sinistra e dai suoi affiliati ben conosciuti in città, costruendo un castello di infrazioni che, per quanto mi è noto, sono del tutto inesistenti» attacca la Gallana «Tali infrazioni peraltro, si riferirebbero ad anni passati, quando la città era governata da altri e forse c’era un certo assessore all’Ambiente». Il riferimento è all’ambientalista Beatrice Andreose, assessore sotto la giunta di Giancarlo Piva.


Secondo la Gallana, quello di Fanpage è «giornalismo d’assalto che travisa la realtà senza riportare fedelmente quanto spiegato dall’amministrazione di Este e dalla società partecipata dal Comune». La stessa scelta di non rispondere alle domande della redazione di Fanpage è arrivata per «non essere strumentalizzata in argomenti che non nascevano da contestazioni oggettive e precise, ma da ipotesi, supposizioni e illazioni».

Gallana difende l’operato di Sesa: «Ha un processo di trattamento dei rifiuti all’avanguardia e conforme alle più moderne tecniche di gestione, controllato da ditte esterne sia incaricate dall’azienda stessa che attraverso le autorità e gli enti pubblici preposti alle verifiche. Come ogni anno, anche nel 2018 sono stati effettuati innumerevoli controlli che non hanno mai rivelato nulla di anomalo. Non comprendo che cosa il Comune avrebbe potuto fare più di quanto è già stato fatto nel pieno rispetto delle regole».



Il sindaco invita chiunque abbia dubbi a denunciare alle autorità competenti, assumendosi le relative responsabilità in ogni sede: «Gettare fango per motivazioni politiche su un’impresa certificata che dà lavoro a centinaia di persone nel territorio e che è stata più volte premiata come modello da prendere ad esempio non risponde certamente al bene della collettività che rappresento».

Nello specifico dell’inchiesta giornalistica, secondo la Gallana emerge solo «la presunta non conformità di un campione prelevato in modi e in luoghi non certificati e la cui analisi è eseguita da un laboratorio che non è dato sapere se accreditato o meno».



Sesa, che non ha voluto intervenire per non sovrapporsi alla voce del socio di maggioranza, ha tuttavia fatto sapere che il laboratorio utilizzato da Fanpage non sarebbe accreditato per l’analisi di fertilizzanti.

«Penso non ci sia azienda più controllata di Sesa», sottolinea il primo cittadino, che spende una parola anche sulla volontà di Sesa di investire 300 mila euro per una campagna promozionale su Fanpage: «Le campagne promozionali e di sensibilizzazione sono necessarie, soprattutto in questo settore oggetto spesso di disinformazione. Devono seguire processi di trasparenza, con obiettivi predeterminati e analisi dei risultati di cui chiederò un resoconto».

Chiude Gallana: «Il Comune non è contrario a qualsiasi approfondimento che possa rassicurare i cittadini, purché svolto in modo sereno e con correttezza, secondo le regole, e non per soddisfare motivazioni ideologiche o con metodi di dubbia legittimità».

 

Video del giorno

Valdobbiadene, il femmicida del Piave verso il carcere di Treviso

Estratto di mela, sedano, cetriolo e lime

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi