Padova calcio, Oughourlian resta e rilancia. Pronto a salire oltre il 40% delle quote

Venerdì a Milano il faccia a faccia tra il finanziere franco armeno e Bonetto. Sul tavolo la ridefinizione dell’azionariato

PADOVA. Al capolinea di fine corsa, il Calcio Padova scende di una categoria ed è costretto a rivedere tutti i suoi piani più ambiziosi. Ma al volante della società che ripartirà dalla C quasi certamente non ci saranno rivoluzioni. Accanto a Roberto Benetto - che ha avuto la tentazione di cedere la maggioranza ma che fin qui non ha ricevuto proposte di acquisto - ci sarà ancora Joseph Oughourlian. E non era scontato. Perché il finanziere franco armeno, socio al 40 per cento, poteva cogliere l’occasione del salto in basso per abbandonare. E invece resta in campo per tentare il rilancio. Per questa ragione ci sarà un confronto immediato con Bonetto. L’appuntamento è fissato per venerdì alle 10 a Milano. Bonetto sarà accompagnato dal figlio Edoardo. Oughourlian avrà intorno il suo entourage, a partire da Alessandra Bianchi, braccio destro del socio franco-armeno.

Da dove si riparte


La definizione dell’assetto societario ha la massima priorità. Viene dunque prima della scelta dell’allenatore, della definizione delle conferme o degli acquisti dei giocatori per il prossimo campionato. E perfino prima della spinosa questione dello stadio, che pure ha tempi di definizione sempre più ristretti. La proprietà, com’è noto, è divisa in quattro fette. La più grande, il 50 per cento, è in mano a Bonetto. Oughourlian ha il 40 per cento con la sua Amber Capital. Luca Destro e Giampaolo Salot sono gli altri due soci, al cinque per cento. Ora, allontanata l’ipotesi di mollare, il finanziere franco armeno - già proprietario dei Millionarios colombiani e del Lens in Francia - vorrebbe poter avere più voce in capitolo. E sarà proprio questo il tema dell’incontro di venerdì a Milano.

Le tre ipotesi

L’ingresso di un nuovo socio è ormai quasi tramontata. Così come la possibilità di cedere in toto la società a un nuovo proprietario. Alla porta di Bonetto non si è presentato nessuno pronto a rilevare il pacchetto di maggioranza. E il nuovo assetto societario dovrà per forza uscire da una redistribuzione delle quote societarie, con o senza aumento di capitale. In questo senso tutte le possibilità sono da considerare: da un rovesciamento della maggioranza, con il controllo che passa a Oughourlian, all’acquisizione da parte di quest’ultimo delle quote dei soci di minoranza. Fino all’aumento di capitale, appunto, con ridefinizione dei pesi nel libro soci. Di certo c’è che nel nuovo schema azionario, il finanziere franco – salvo imprevisti – salirà oltre il 40 per cento.

L’amarezza di bonetto

«Venerdì ci sarà questo incontro a Milano, ci troveremo faccia a faccia e vedremo di mettere in piedi i piani per il futuro. Dopo di che potrò anche dire la mia sulla stagione appena conclusa e su quello che verrà». Il presidente biancoscudato non vuole aggiungere altro. L’amarezza per l’ufficialità della retrocessione in serie C è ancora forte. Il fallimento sportivo lascia una ferita profonda sia nelle casse societarie sia nell’animo del numero uno di viale Rocco. In cuor suo Bonetto pensava di poter vantare un credito di riconoscenza ben più ampio per quanto fatto nelle stagioni passate. Quello che si sta concludendo è il quinto anno della sua gestione (i primi tre al fianco di Giuseppe Bergamin, il socio con il quale ha fatto risorgere il club dalle ceneri nel 2014), con un bilancio che parla di due promozioni, prima di quest’ultima retrocessione. Insomma, il patron si sente tradito dai tifosi e anche per questo sarebbe pronto a fare un passo indietro. Sembra molto difficile che molli completamente tutte le quote in proprio possesso, ma sarebbe disponibile a lasciare che Oughourlian rilevi la maggioranza della società, restando come socio minoritario. Ma a quel punto c’è da capire quale sarà il suo peso nella gestione del Padova. Ai tempi di Bergamin, Roberto Bonetto, pur come socio di minoranza, ricopriva la carica di amministratore delegato e aveva un peso notevole nelle strategie del club. Sarà così anche con Oughourlian sul ponte di comando? Chi per ora resta in stand-by è il direttore generale Giorgio Zamuner, l’unica figura sportiva all’interno del consiglio di amministrazione. Il dirigente vanta ancora un anno di contratto, ha smentito le voci che lo vedono nel mirino di Venezia e Vicenza e attende le mosse della proprietà: «Io sono qui», ha ribadito in queste ore, «aspetto solo che mi dicano se vogliono continuare con me». —

Ha collaborato

Stefano Volpe
 

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