Un commando ruba bici per 100 mila euro

All’Atala Store quattro squarci nel muro e un furgone per caricare anche 25 due ruote elettriche di ultimissima generazione

PADOVA. «Si tratta senza dubbio di professionisti, sapevano come muoversi e soprattutto cosa prendere: hanno rubato le biciclette migliori del negozio, appena arrivate per la prossima stagione».

A parlare è Tiziano Pollis, uno dei due gestori dell'Atala Store di via dell'Artigianato, in zona Camin. Il negozio al civico 22 con annessa produzione, appartenente al colosso delle due ruote, è stato svaligiato la notte tra giovedì e venerdì. Un furto mirato, che oltre a un bottino ingente ha lasciato vistose cicatrici sull'edificio. Tre squarci Ben tre squarci nel muro in cartongesso, grandi abbastanza fa far passare una persona e un'intera rastrelliera carica di biciclette elettriche.

Tra venti e venticinque quelle sparite, tutte legate ai pesanti sostegni in metallo. Pezzi da circa quattromila euro l'uno: Colnago, Atala e altri marchi illustri prodotti e venduti nello stabilimento. Circa centomila euro l'ammanco totale.

«Sono assicurate, ma ritrovarle sarà impossibile» spiega Tiziano «Senza contare i danni alle pareti. Probabilmente dovremo tenere chiuso fino a lunedì». Il colpo è scattato attorno alle 23.30: lo testimonia l'impianto d'allarme, manomesso dai banditi, che non è suonato lasciandoli agire indisturbati.

Un lavoro che deve essere durato ore, per il quale il commando ha scelto una zona pressoché deserta durante la notte. Per entrare hanno aperto il cancello esterno e forzato il portone laterale di una rimessa. Qui sono entrati con un grosso furgone dove caricare la merce rubata, riparati dagli sguardi indiscreti. Il garage confina anche con la ditta di pavimentazioni Giantin, che con Atala divide lo stesso stabile, e a cui i ladri avrebbero rubato alcuni strumenti poi usati per sfondare le pareti dei vicini.

«Non mi stupirei se anche il furgone fosse rubato» commenta il gestore. Un lavoro da professionisti, che hanno agganciato con un cavo metallico le rastrelliere cariche per poi trascinarle fuori di peso attraverso il negozio e uno stanzino.

A terra una miriade di calcinacci e una pesante mazza in ferro sequestrata dalla polizia scientifica. Ad accorgersi del furto sono stati i gestori della Giantin poco prima delle 7, avvisando poi Tiziano e la polizia. Colpo su commissione Fino alla tarda mattinata gli agenti sono rimasti sul posto per raccogliere i possibili campioni utili. Nell'edificio non ci sono telecamere, perciò solo quelle in strada potranno essere d'aiuto per risalire alla banda.

E che si tratti di una banda, Tiziano non ha dubbi: «Penso a un colpo su commissione, hanno preso le biciclette elettriche arrivate pochi giorni fa. Si sono dati il tempo di scegliere le migliori. Non posso escludere che avessero fatto qualche sopralluogo, magari spacciandosi per clienti» conclude Pollis. É il primo furto del genere per il negozio, che in passato aveva subito solo un tentativo, fallito, di effrazione. 

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