Oltre cinquemila presenze in tre giorni: «Idea vincente, questo è fare cultura»

Bilancio positivo per la prima edizione della manifestazione. Laterza: «Spazio alle voci più diverse e discussione franca»

PADOVA. Un bilancio nettamente positivo. È così che gli organizzatori salutano la prima edizione del Festival della Salute Globale che ha concluso ieri la tre giorni di dibattiti, incontri, forum ed eventi dedicati alla salute del mondo in tutte le sue sfaccettature. A condividere la soddisfazione per un format che ha risposto alle attese e alle aspettative sono innanzitutto i direttori scientifici Walter Ricciardi e Stefano Vella, Giuseppe Laterza, presidente di Editori Laterza cui si deve l’organizzazione del festival, così come il sindaco Sergio Giordani e il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto che hanno promosso l’iniziativa.



Numeri e protagonisti

Nei tre giorni del Festival della Salute Globale, di cui il nostro giornale è stato media partner, sono stati ben sessanta gli appuntamenti che hanno visto confrontarsi medici, ricercatori, economisti, sociologi e giornalisti da tutta Italia e da tanti altri Paesi sui tantissimi temi: salute, ambiente, cambiamenti climatici, invecchiamento della popolazione, migrazioni, grandi epidemie, big data, medicina di genere, medicina del futuro, sistemi sanitari sostenibili, economia. Sono 5 mila le presenze registrate con la maggior parte degli eventi che hanno centrato il sold out. Grande il successo per l’apertura del Festival affidata all’economista Jeffrey Sachs, che ha dedicato le sue riflessioni al valore della salute, così come hanno registrato grande apprezzamento gli interventi di Tito Boeri su costi e vantaggi dell’immigrazione, di Enrico Giovannini sugli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il racconto del medico di Lampedusa Pietro Bartolo, il dialogo fra Walter Ricciardi e Giovanni Rezza sui vaccini. Tanta partecipazione ed entusiasmo, poi, per gli incontri e le iniziative di Medici con l’Africa Cuamm.



Intuizione vincente

«L’intuizione che abbiamo avuto con Giuseppe Laterza era giusta» sentenzia un soddisfatto il sindaco, «il grande successo di questa prima edizione ci incoraggia a proseguire e a iniziare da subito a lavorare per l’edizione del prossimo anno. Le migliaia di persone che hanno partecipato agli incontri confermano che c’è gran fame di occasioni culturali in cui tempi complessi e importanti siano spiegati in modo rigoroso ma accessibile a tutti. Questo» sottolinea Giordani, «è fare cultura, dare alla città il ruolo che merita nel panorama nazionale. Un risultato che è stato raggiunto grazie a un lavoro corale e sinergico di tutte le istituzioni e i soggetti economici della città».



L’università

«L’ottima risposta di pubblico è la conferma della bontà dell’idea di questa prima edizione e della scelta di tenere il Festival a Padova, in collaborazione con il nostro ateneo» il commento del rettore Rosario Rizzuto, «è stata premiata dall’interesse di chi ha affollato i luoghi del Festival la volontà di affrontare un tema sempre più cruciale dal punto di vista medico, ma con un approccio multidisciplinare che ha permesso di analizzare in profondità l’argomento salute».

Il valore del festival

Se il Festival della Salute Globale si è concluso, numerose sono le conoscenze, le informazioni e le indicazioni seminate con l’auspicio che possano in qualche modo dare anche dei frutti. Ne sono convinti i direttori scientifici Ricciardi e Vella: «Questo festival» confermano, «può rappresentare l’inizio di un’attività comune finalizzata a ridurre le disuguaglianze nella salute e migliorare la vita delle persone. Le conoscenze che abbiamo acquisito da relatori venuti da tutto il mondo ci confermano che abbiamo la possibilità, se vogliamo, di cambiare in meglio le cose e di stipulare un’alleanza intergenerazionale per far sì che il mondo sia un posto migliore».

Il bilancio

Spetta a Giuseppe Laterza chiudere il bilancio sulla tre giorni dedicata alla Salute Globale: «Da un punto di vista quantitativo abbiamo sicuramente centrato l’obiettivo» osserva, «gran parte delle sale erano completamente piene. E dal punto di vista qualitativo è stato un festival straordinario perché ha dato spazio alle voci più diverse su questioni delicatissime, a partire da quella dei vaccini ma anche, ad esempio, alle differenti opinioni tra esponenti dell’industria privata e sostenitori del sistema sanitario pubblico. È stata un’occasione pubblica, come dev’essere in democrazia, di discussione franca, seria e rigorosa su materie di grande importanza per la nostra società».
 

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