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Vaccini, 50 bambini alla porta nidi e materne chiusi ai no vax

Da lunedì chi non è in regola non può frequentare, ma solo fino ai 6 anni di età, per le scuole primarie c’è la sanzione in caso di autocertificazione fasulla

PADOVA. Sono una cinquantina tra città e provincia i bimbi che domani troveranno le porte dell’asilo sbarrate: si tratta dei piccoli che non hanno ancora adempiuto all’obbligo dei vaccini. L’esclusione da scuola scatta solo per asili nido e scuole materne, mentre per le scuole primarie si applicheranno le sanzioni.

Bimbi a casa Secondo i dati in possesso dal Comune di Padova, non ci sono bambini fuori norma nei 17 asili nido e nelle 10 scuole materne comunali della città. Quindi su questo fronte non ci saranno sorprese per nessuno oggi. I cinquanta bimbi non vaccinati frequentano le materne paritarie che fanno a capo alla Fism: «Non ci sono discussioni» assicura Ugo Lessio, già presidente e ancora nel direttivo dell’associazione, «la linea a livello nazionale per la Fism è di rispettare la legge. I piccoli senza vaccini non entrano a scuola».

Autocertificazioni Diversa è la sorte per gli alunni delle scuole primarie: la legge sull’obbligo vaccinale, infatti, non prevede che siano esclusi dalle lezioni, bensì una sanzione pecuniaria a carico delle famiglie. Un obolo che può andare da 100 fino a 500 euro. «La scadenza» sottolinea il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Roberto Natale, «si riferisce alla presentazione della documentazione comprovante l’adempimento degli obblighi vaccinali da parte di coloro che si sono avvalsi della facoltà di autocertificare l’avvenuto adempimento. Non ci sono stime in ordine ai casi di autocertificazioni non corrispondenti al vero. Una volta verificati, saranno segnalati dalle scuole all’Usl».

L’Associazione nazionale dei Presidi (Anp) ha manifestato preoccupazione per il fatto che nella scuola primaria i non vaccinati potrebbero trovarsi a contatto con gli immunodepressi, i quali non sono tutelati dalla legge. Il ministro degli Interni Matteo Salvini aveva chiesto un decreto per ammettere i bimbi non vaccinati anche al nido e alla materna, ma la sua proposta non ha avuto seguito. In parlamento, tuttavia, si sta discutendo di un nuovo provvedimento basato sull’obbligo flessibile, legato a emergenze sanitarie.

Veneto virtuoso In Veneto - prima regione in Italia a creare l’anagrafe vaccinale nel 2007 - il dissenso verso i vaccini si attesta sul 3,8%. Il rapporto sull’attività vaccinale del 2018 fornisce dati confortanti: per la poliomelite la copertura dai 2 ai 16 anni (terza dose) è al 95,9%, per il morbillo (prima dose) è al 95,5%, per i bimbi fino a due anni le percentuali sono rispettivamente 93,9% e 92,7%.

Nell’ambito dell’Usl 6 Euganea la copertura a 16 anni per la polio è all’89,5%, per il morbillo al 96,2% (prima dose) e al 93,6% (seconda). L’incremento medio dal 2017 al 2018 delle vaccinazioni va dal 2,6% per la poliomelite al 5,4% per il morbillo. —

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