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Un robot come portiere all’hotel Venezia di Abano

In servizio da marzo, l’umanoide risponde agli ospiti e riconosce le emozioni. Anche nelle stanze diventa un “must” l’intelligenza artificiale

ABANO TERME. All’Hotel Venezia di Abano arriva il primo robot concierge della storia delle Terme Euganee. . Il robot, dalle sembianze umane stilizzate, sarà lanciato da marzo nell’hotel a 4 stelle di via Flacco per dare informazioni ai clienti.

«L’Hotel Venezia è da sempre un hotel vocato alla tecnologia e all’innovazione, assieme al proprio partner tecnologico Jampaa», spiegano i titolari dell’hotel, ossia le famiglie Rigodanzo, Baggio, Borile e Panzarini.


«Dopo avere sviluppato l’e-comerce alberghiero www. termevenezia. it, premiato da Google come una delle migliori performance di vendita diretta e non intermediaria del 2017, ora siamo al lavoro con l’intelligenza artificiale al servizio degli ospiti .

Nelle nuove camere Elegance ogni ospite trova l’assistente Google a cui chiedere informazioni sui servizi dell’hotel e sulla città. Inoltre ogni ospite può gestire a voce ogni tecnologia in camera, come tv, sveglia e l’illuminazione. Nella hall e negli spazi comuni in genere poi ci sarà “H20” il primo robot umanoide in grado di fornire informazioni utili agli ospiti dell’hotel».

In pratica un robot alla reception per sgravare gli operatori dalle domande più ripetitive come orari, servizi dell’hotel, collegamenti con Padova, Venezia, ristoranti sui Colli. E intelligenza artificiale come il Google Home nelle camere. Le informazioni vengono prese da Google. «Il robot è un social umanoide che parla e comprende il linguaggio umano, un automa che percepisce le emozioni e agisce di conseguenza», proseguono. «È in grado di identificare le emozioni principali: gioia, tristezza, rabbia e sorpresa. È anche in grado di interpretare un sorriso, una smorfia, il tono di voce, così come il campo lessicale utilizzato e il linguaggio non verbale (posizione della testa e postura che si assume mentre si parla). La combinazione di tutte queste informazioni permette al robot di determinare se il suo interlocutore umano è di umore buono o cattivo. Dialoga in diverse lingue, tra cui l’italiano. È connesso sempre a internet. Gli anziani? Questione anche per loro di abitudine, ma il personale rimane a disposizione». 

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