Il cuore verde dei padovani già “adottati” 1.600 alberi

Cittadini e aziende hanno speso oltre 36 mila euro per migliorare l’ambiente. Per molti è stato un regalo di Natale con dedica. E si potrà seguirne la crescita

PADOVA.

C’è chi ha piantato un carpino e l’ha dedicato al figlio, perché è un albero longevo, resistente, amato dagli uccelli e dalle farfalle. C’è chi agli amici ha regalato gli arbusti pallon di maggio, che ispirano simpatia e regalano belle bacche rosse in primavera. C’è chi al proprio amore ha intestato una quercia, l’albero secolare, auspicio di un sentimento duraturo. E poi sono andate a ruba le frangole, arbusti molto amati dalle api e “consigliati a chi crede nella bellezza delle piccole cose”. In meno di un mese, grazie al progetto O2 lanciato dal Comune, i padovani hanno riscoperto il piacere di contribuire a rendere più verde la propria città. E anche l’importanza di fare un regalo natalizio originale e utile per la battaglia contro l’inquinamento. Dall’inizio di dicembre a ieri, tramite il sito WowNature, sono stati venduti - e dunque adottati dai cittadini o dalle aziende - 1.609 alberi. Per la causa verde che punta a far crescere 10 mila alberi nei prossimi anni, i padovani hanno messo di tasca loro più di 36 mila euro.


un successo

Che l’iniziativa piacesse, si era capito dai primi giorni, perché circa 1.400 alberi erano già stati adottati al momento del lancio del progetto O2 sulla piattaforma WowNature, gestita da Etifor, una spinoff dell’università di Padova. Ma da allora, e proprio nei giorni del Natale, altre duecento piante sono state acquistate e regalate, con una ulteriore prova di amore per l’ambiente urbano e con un autofinanziamento tutt’altro che trascurabile. Perché un pallon di maggio costa 14 euro, ma una quercia 38 e un frassino 34. Non sono proprio “pensierini”, insomma, ma regali significativi.

le dediche

È piaciuto - e piace ancora - il meccanismo di adozione dell’albero. Sul sito di WowNature è possibile scegliere l’area verde della città che si vuole sostenere con l’acquisto. Si può scegliere la specie della pianta. E si può dedicare l’albero a qualcuno. In poche ore si riceve un attestato d’acquisto, illustrato da un artista, con la dedica. E successivamente, una volta che la pianta sarà stata messa a dimora, arriveranno all’intestatario anche le coordinate precise dell’albero, che così potrà essere seguito nelle varie fasi della crescita.

i boschi più verdi

L’obiettivo è far nascere otto boschi urbani in città, grandi - tutti insieme - come dodici campi da calcio. E il Comune vuole raggiungere questo traguardo insieme ai cittadini, che saranno coinvolti, oltre che nelle “adozioni”, anche nelle giornate di piantumazione degli alberi. Per ora il contributo della città è evidente scorrendo i contatori degli alberi disponibili per ognuno degli otto spazi individuati dall’amministrazione. A Chiesanuova e a Mortise pesa il contributo di AcegasApsAmga: la multiutility ha comprato centinaia di alberi in stock da cinquanta e ha esaurito alcune specie. Dal lancio del sito, quindi dal 18 dicembre scorso, sono stati adottati 76 alberi per l’Arcella, 30 per Chiesanuova, 19 ad Altichiero e altrettanti a Pontevigodarzere, nove a Torre, cinque a Mortise, due al Capolinea Nord, uno a Ponte di Brenta.

«primo passo»

«È un modo nuovo per migliorare le aree verdi», spiega l’assessora al Verde, Chiara Gallani, «mettendo a dimora nuovi alberi, ma anche seguendoli nella loro crescita, scegliendo l’area in cui piantarli, indicando la specie per migliorare concretamente l’aria di Padova. Regalare un albero per Natale è stato un grande gesto per l’ambiente. Si tratta solo del primo passo, l’inizio di un progetto che coinvolgerà aziende e sponsor e che soprattutto continuerà a rapportarsi con i cittadini».

dopo il disastro

Ma dalla piattaforma WowNature è stato possibile anche dare un contributo alle aree alpine colpite dal maltempo alla fine di ottobre. E anche in questo senso il risultato è stato sorprendente perché oltre mille alberi sono stati acquistati dai cittadini - padovani e non - e donati alle montagne. «Dopo i disastri dello scorso ottobre abbiamo voluto da subito essere vicini alle comunità montane in maniera concreta, decidendo di aprire la piattaforma anche ai progetti di riforestazione per le aree colpite», aggiunge l’assessore Gallani. «Sono quindi soddisfatta anche di questo risultato che ha visto oltre mille nuovi alberi acquistati. Lavoreremo ancora per incentivare questa forma di collaborazione in cui crediamo molto. Si tratta del primo innovativo progetto di creazione e cura di boschi urbani, di lunga durata: l’entusiasmo che ha sollevato in poche settimane non può far altro che spronarci a continuare su questa strada». —


 

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