Montagnana, allarme Pfas: accertamenti medici più approfonditi per migliaia

Oltre diecimila persone (soprattutto adolescenti) residenti nell’area rossa sono state invitate a nuove visite ambulatoriali


MONTAGNANA. Pfas, un paziente ogni due deve sottoporsi ad accertamenti di secondo livello. È questo il dato notevole che emerge dal settimo rapporto del Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta a Pfas. Il bollettino è stato emesso il mese scorso e aggiorna sul monitoraggio a cui è esposta la popolazione che è stata contaminata da Pfas tra Bassa padovana, Vicentino e Basso veronese. Oltre 10 mila persone sono state invitate a iniziare un percorso di secondo livello di accertamento medico, pari al 60% dei soggetti che si sono sottoposti agli esami medici preliminari.

IL PIANO DI SORVEGLIANZA

Il Piano è stato attivato dalla Direzione prevenzione dell’Area sanità e sociale della Regione in relazione all’inquinamento da Pfas nel Basso Veneto. Si tratta di un controllo di matrice sanitaria, per verificare in che modo i Pfas incidono nella salute dei cittadini che ne sono entrati in contatto. Allo scorso primo ottobre sono stati 40. 147 gli inviti spediti (il 47, 9% del campione che sarà preso in considerazione a Piano ultimato, presumibilmente entro il 2022): di questi, in 22. 314 (il 60, 1%) si è presentato in ambulatorio per il prelievo del sangue e per la visita iniziale.

Nello specifico, i pazienti sono stati sottoposti a un’intervista per individuare abitudini di vita del soggetto, per una misurazione della pressione arteriosa, per esami del sangue e delle urine (per valutare tra le altre cose lo stato di salute di fegato, reni e tiroide), per il dosaggio di dodici sostanze Pfas nel siero. In questa fase iniziale sono stati convocati in particolare i nati tra il 2002 e il 1998 (il 72, 1% ha aderito) e tra il 1997 e il 1993 (ha aderito il 58, 9%).

I PADOVANI COINVOLTI

Tutti i pazienti sono cittadini che risultano residenti nei comuni dell’Area Rossa, che comprende anche l’intero territorio comunale di Montagnana e, dal 21 maggio, pure alcune aree dei comuni di Borgo Veneto, Casale di Scodosia, Lozzo Atestino Megliadino San Vitale, Merlara e Urbana. Si tratta in realtà di frazioni minime di territorio, ad eccezione di Urbana: pur sapendo che la condotta dell’acquedotto contaminata fino al 2013 serviva solo una parte del comune (zona San Salvaro e area nord ovest del Comune), si è deciso che, in via cautelativa, i controlli sanitari saranno rivolti a tutti i cittadini.

UNO SU DUE TORNERÀ

Il nuovo bollettino, il settimo da quando è scattato il Piano, sottolinea un dato: 10.947 pazienti sono stati invitati a iniziare un percorso sanitario di secondo livello, precisamente con un accesso a speciali ambulatori di medicina interna e di cardiologia. Si tratta del 60% dei soggetti che hanno effettuato un prelievo e che hanno già un esito in mano (sono 18.191 gli esiti al primo ottobre, su 22.314 prelievi effettuati) e che dunque hanno rilevato anomalie, in particolare nella concentrazione di sostanze perfluoroalchiliche e nell’eccessivo colesterolo totale, fuori norma per il 25, 88% (4.706 persone) dei pazienti.

Per il 18% è stato fissato un appuntamento in entrambi gli ambulatori predisposti, sia di medicina interna che di cardiologia. È bene ricordare che si tratta principalmente di adolescenti. Il bollettino dà già un valore parziale sulla valutazione di 2° livello: il 49% di chi è stato sottoposto a ulteriore aggiornamento, ad oggi, non ha necessitato di ulteriori approfondimenti; il 35% e stato inviato ad accertamenti e verrà rivisto in visita di controllo; il 15% è stato indirizzato con referto al proprio medico di base. Il restante 1% è stato indirizzato a servizi specialistici per la presa in carico nel caso di diagnosi di patologia. —
 

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