Clermont, Padova e Venezia «Facciamo squadra per il tram»

Decisa la costituzione di un gruppo d’acquisto comune. Lorenzoni: «Assicurata la vita fino al 2035»



Padova, Clermont-Ferrand, Mestre, Medellin e, in futuro, anche Parigi. Le città del Translohr fanno “massa critica” per gestire i rapporti con Alstom. Il sindaco di Clermont, la città che ha preso l’iniziativa, lo chiama «Club des utilisateurs du tram Translohr». E Olivier Bianchi fa sapere ai suoi concittadini d’oltralpe di avere come priorità la «sostenibilità» (che è in francese è pérennisation) della loro linea A. L’amministrazione padovana però ha un problema in più: la seconda linea.


Sì alla seconda linea

Per Padova l’obiettivo è diverso. E cioè riuscire a realizzare la seconda linea di tram, quella che dalla stazione porta a Voltabarozzo e per la quale c’è un finanziamento statale di 56 milioni di euro. Per questo il vicesindaco Arturo Lorenzoni, che ha condotto l’incontro di ieri mattina in sala giunta, preferisce parlare di un «gruppo di acquisto comune», che consentirà di gestire con maggiore forza «le relazioni con il fornitore di tecnologia». Che tradotto vuol dire Alstom, il grande gruppo francese che ha in animo di unirsi con un altro colosso, i tedeschi di Siemens Mobility. E che però ha annunciato di voler mettere fuori produzione il Translohr dal prossimo 31 dicembre.

«Clermont-Ferrand è in una situazione simile a Padova ed è interessata a garantire la funzionalità della loro linea almeno fino al 2035 – sottolinea Lorenzoni – Per la nostra seconda linea vuol dire avere una vita futura di almeno 25 anni».

Acquisti in comune

«Abbiamo concordato di realizzare in tempi molto rapidi un consorzio di acquisto, per gestire insieme i rapporti con Alstom – prosegue Lorenzoni – Faremo massa e nel momento in cui ci sarà da acquistare delle nuove macchine avremo un peso maggiore nei confronti del fornitore. Questo rafforza la nostra posizione contrattuale».

Nell’incontro, a cui hanno partecipato oltre il sindaco Olivier Bianchi anche il responsabile dei servizi tecnici della città francese e il presidente della locale società dei trasporti Smtc, si sono approfonditi anche temi tecnici. Uno per tutti: le schede elettroniche, una delle parti che maggiormente viene sostituita, su cui ci sono state numerose difficoltà anche nella cittadina della regione Rodano-Alpi. La delegazione padovana comprendeva anche il caposettore Daniele Agostini e il presidente e l’ad di Aps Holding Riccardo Bentsik.

Clermont-Ferrand è anche l’ultima città ad aver fatto commesse a Ntl (il ramo Translohr di Alstom): il mese scorso sono arrivate le cinque nuove vetture (da quattro carrozze ciascuna) che implementeranno la linea A, che oggi trasporta già 18 milioni di passeggeri all’anno. La città francese ha deciso la costruzione di una seconda linea ad alta capienza ma con il Brt, cioè bus da 24 metri con corsie preferenziali (non omologati in Italia).

Relazioni con Parigi

Nel pomeriggio di ieri le due delegazioni sono state raggiunte anche dai rappresentanti di Actv, che gestisce il tram di Mestre. «Abbiamo un parco complessivo di 80 macchine tra Padova, Venezia e Clermont – sottolinea ancora Lorenzoni – I francesi hanno buoni contatti con Medellin che ha altre 20 mezzi in attività e una società di ingegneria molto evoluta. Coordinandoci possiamo avere una forza contrattuale molto maggiore».

E Parigi, dove Ratp usa il Translohr per le linee periferiche T5 e T6? La grande azienda della capitale francese ha dei rapporti diretti con Alstom, ma si cercherà un coinvolgimento: «Il sindaco di Clermont ha un ottimo rapporto con la presidente di Ratp – risponde Lorenzoni – Anche loro saranno coinvolti». —



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