Foglio di via a Cacciari cacciato da Padova Ha disobbedito subito

Foglio di via del questore di Padova a Tommaso Cacciari, nipote del filosofo ed ex sindaco di Venezia, Massimo. Un provvedimento legato agli scontri avvenuti in piazza delle Erbe il 17 luglio dello...

Foglio di via del questore di Padova a Tommaso Cacciari, nipote del filosofo ed ex sindaco di Venezia, Massimo. Un provvedimento legato agli scontri avvenuti in piazza delle Erbe il 17 luglio dello scorso anno quando il presidio antifascista contro Forza Nuova e il Fronte Veneto Skinhead volevano marciare per le strade del centro della città. Ieri gli è stato notificato il provvedimento e il suo primo commento è stato: «E io disobbedisco». E poche ore dopo era ad una riunione dei portavoce dei centri sociali del Nordest nella sede di Radio Sherwood, proprio in città.

Il primo commento Tommaso Cacciari lo affida ad un tweet: «Eccolo qui. Come se non bastassero denunce e articoli infamanti sui giornali, a difendere i fascisti arriva il provvedimento fascista. Mi è appena stato notificato il foglio di via da Padova. Inutile dire che disobbediró». La settimana scorsa Tommaso Cacciari era stato rinviato a giudizio per gli scontri avvenuti, quella sera del luglio dello scorso anno a Padova. È accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale perché secondo gli investigatori avrebbe lanciato contro i poliziotti, poi rimasti feriti, bottiglie e una transenna. Naturalmente deve rispondere anche di manifestazione non autorizzata. Secondo il questore, Cacciari non ha un motivo valido per andare a Padova in quando non lavora e non studia lì e tanto meno ha parenti. Considerati gli incidenti in cui è rimasto coinvolto - deduce il questore - Cacciari va a Padova per partecipare a manifestazioni ed essere protagonista di scontri.


«È una vergogna», attacca Tommaso Cacciari. «Per un veneto e per uno che fa politica come me impedirgli di andare a Padova è un atto fascista. Del resto devono proteggere i fascisti come quelli di Forza Nuova e Casa Pound che il ministro dell’Interno Salvini ha sdoganato e addirittura assorbito nel suo partito. Proteggono terroristi come Fiore, ma se pensano di farci stare zitti si sbagliano di grosso. Noi siamo antifascisti. Presenterò ricorso contro questo provvedimento e poi disobbedirò».—

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