Un salto in piazza De Gasperi per allontanare il degrado

I ragazzi del parkour in piazza De Gasperi

Gli allenamenti serali di parkour disturbano gli spacciatori, residenti soddisfatti: vivere i luoghi invece di blindarli, applaude pure il bitonciano Meneghini

PADOVA.  Sono le 18. 50 e piazza De Gasperi comincia a vibrare. Spuntano da ogni parte ragazzi pieni di muscoli e agili come leopardi. Sono gli atleti del parkour. Iniziano con piegamenti, salti e volteggi e i pusher si allontanano. Accade quasi ogni sera, fino alle 21, tra via Tommaseo e via Codalunga.

Ad accorgersene il consigliere comunale Davide Meneghini: «I residenti», racconta, «si sono avvicinati per complimentarsi perché gli spacciatori andavano via». La sensibilità di Meneghini va oltre il pugno duro del suo ex sindaco Massimo Bitonci e abbraccia la filosofia dell’attuale amministrazione: vivere i luoghi, invece che blindarli.

Regolamento comunale. Tuttavia il regolamento comunale, in questo caso, non aiuta.«Per il Comune noi siamo dei fuorilegge», spiega Elia Landolfi, degli Uncensored runners, il più giovane degli allenatori parkour in Italia. «Vieta infatti di arrampicarsi su qualsiasi superficie cittadina, a meno che non sia per manutenzione. Abbiamo fatto un rapido calcolo e una sanzione, per un allenamento serale, ci costerebbe 10 mila euro. Per fortuna finora abbiamo incontrato grande tolleranza, però se dovessimo imbatterci in un vigile zelante...». 

Da palazzo Moroni arriva, confidenziale, la conferma che gli sportivi sono ammessi, ma manca una prova ufficiale di questo sostegno. «Invito l’amministrazione», attacca Meneghini, «a salvaguardare questi atleti che rivitalizzano zone degradate. Devono impegnarsi a modificare il regolamento con le giuste clausole e restrizioni». In piazza de Gasperi ci sono anche i ragazzi Parkour wave, seconda scuola specializzata in salti da capogiro in città.

Ma è Elia il pezzo da novanta padovano: ha appena 21 anni, sta per laurearsi in Filosofia ed è il più giovane allenatore di parkour certificato in Italia. In tutto i coach italiani sono 15 e tre sono proprio in città.

Cinque corsi. Elia insegna in tre corsi su cinque, tanti sono quelli disponibili a Padova: Ardor, Cus, Uncensored runners, Corpo libero e Parkour wave. «Abbiamo 60 iscritti», racconta il giovane atleta. In città si allenano dappertutto: oltre a piazza De Gasperi in piazzetta Gasparotto, piazza Salvemini (dove allontanano i tossici o ci convivono pacificamente diffondendo un senso di sicurezza a chi passa), parco Europa e la Cittadella, via San Micheli, Melbook, Terranegra, Santa Rita, Sacra Famiglia, Duomo, Guizza, porto Astra, Santi Angeli e piazza Cuoco.Infine si appoggiano alla palestra Tito Livio per i giovanissimi (4-14 anni) e se le condizioni atmosferiche sono proibitive.

I pusher si allontanano. «Basterebbe conoscere i nostri valori per capire che siamo anni luce lontani da vandali e teppisti», chiosa Elia. «Crescono a vista d’occhio i bambini, anche molto piccoli, che si avvicinano a questa disciplina. Naturalmente in piazza De Gasperi non portiamo i corsisti perché ci imbattiamo in siringhe usate o spacciatori.

Lo sporco lo tiriamo su e i pusher a noi adulti non hanno mai dato fastidio. Ci accorgiamo che si allontanano, si vede che disturbiamo i loro traffici, ma non è questo che ci spinge ad andare in piazza De Gasperi, quanto i volumi che ci sono, utili al nostro allenamento».

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