Il tempo dell’Uva convince la giuria e gli spettatori

I Giovani dei Colli hanno utilizzato ben dieci quintali di grappoli bianchi e neri Il bronzo ai Soliti Ignoti con il tesoro di Fior d’Arancio protetto da una piovra  

VO’

«Fermatevi un istante, sorridete e brindate alla terra e alla vita». È il messaggio lanciato dai Giovani dei Colli, vincitori della sfilata dei carri allegorici svoltasi ieri pomeriggio nel centro di Vo’.


I trionfatori della Festa dell’Uva e del Vino edizione numero 68, hanno proposto alla giuria e ai moltissimi spettatori l’opera dal titolo “Il tempo dell’Uva”, accompagnandola con una spiegazione educazional-filosofica. Secondo i giovani collinari bisogna godere al meglio di quello che si ha, perché il tempo e la vita si rincorrono come il giorno e la notte, il sole e la luna. E come la vita, l’uva ha bisogno di tempo per crescere. Così hanno costruito una gigantesca figura femminile che sorregge una bilancia con i piatti pieni d’uva e bottiglie di vino, con accanto una clessidra piena di turaccioli al posto dei granelli di sabbia mentre un orologio gira al contrario, perché il mondo sembra impazzito.



Per realizzare il carro, che ha convinto la giuria tecnica composta da esperti, i Giovani hanno lavorato per quasi quattro mesi, utilizzando sei quintali di ferro, trentadue metri quadrati di legno, dieci quintali di uva bianca e nera. Al secondo posto si sono piazzati i Sempre Piccoli con la casetta di nonno Karl. Nel suo giro intorno al mondo, il vegliardo viene attratto dal luccichio proveniente dalla scuola d’infanzia di Boccon e vi atterra con la sua dimora. Accolto dagli scolaretti festanti, il viaggiatore si accorge delle meraviglie del paesaggio e dell’ottimo vino prodotto. Il gruppo ha impiegato centocinquanta ore di lavoro per allestire il carro.



Terzi in classifica I Soliti Ignoti e il loro “Fior d’Arancio: un piccolo tesoro in un mare diVino”. Da un forziere quasi inabissato spunta il Fior d’Arancio, il tesoro dei Colli, difeso da una gigantesca piovra. Tutt’intorno i pesci e una sirena. Gli Ignoti hanno ricoperto i due giganteschi pesci con venticinquemila tappi corona.

A un punto dai Soliti Ignoti, i Ribaltagoti con il loro leone alato che azzanna la lupa romana. Il simbolo della Regione vigila sul territorio e protegge il buon vino, e sul ring del Madison Square Garden di Vo’, il match è senza storia. L’opera è costata ai Rabaltagoti milleduecento ore di lavoro.

Ultimi a sfilare e quinti in graduatoria Le Matricole. Non hanno sfigurato, perché solo due punti li hanno separati dalla terza posizione. Il gruppo più giovane in gara ha proposto un carro per ricordare le origini vulcaniche dei Colli, che permettono la coltivazione della vite.



Hanno riscosso applausi anche i carri fuori concorso proposti dalla scuola Rodari, dalla Compagnia dea campagna e dai simpatici Svalvolati, in sella a rombanti motociclette alloggiate sopra un carro. Dopo parecchi anni, i carri allegorici vadensi hanno concesso il bis, scendendo in strada per una suggestiva parata serale.

Anche quest’anno, la kermesse ha fatto registrare numeri importanti per le presenze. La degustazione del martedì proposta dal Biodistretto dei Colli ha avuto successo, così come quella al buio e all’aperto con protagonisti un esperto sommelier e un famoso comico di Colorado. Il Villaggio DiVino allestito in piazza è sempre stato popolato. —

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