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Militante posta intervista a Zaia. I capi: «Va espulso dalla Lega»

Luisa Serato (Lega)

Troppi elogi alla rivale Serato, lite in direttivo provinciale sul caso di Luca De Santi. È il prologo allo scontro nelle sezioni del Padovano in vista di elezioni e congresso


SAN MARTINO DI LUPARI. Tutto avrebbe immaginato, tranne rischiare l’espulsione per aver postato sul sito del Carroccio l’intervista rilasciata ad un quotidiano dal governatore veneto Luca Zaia e contenente – udite, udite – espressioni di apprezzamento per l’operato della leghista Luisa Serato alla presidenza di Cav, la società Concessionarie Autostradali Venete.

Eppure su Luca “Bubu” De Santi, militante della Lega di San Martino di Lupari e autore della pubblicazione sul web, pende una spada ...

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SAN MARTINO DI LUPARI. Tutto avrebbe immaginato, tranne rischiare l’espulsione per aver postato sul sito del Carroccio l’intervista rilasciata ad un quotidiano dal governatore veneto Luca Zaia e contenente – udite, udite – espressioni di apprezzamento per l’operato della leghista Luisa Serato alla presidenza di Cav, la società Concessionarie Autostradali Venete.

Eppure su Luca “Bubu” De Santi, militante della Lega di San Martino di Lupari e autore della pubblicazione sul web, pende una spada di Damocle: i capi della sezione locale – dal segretario Giuseppe Fasolo ai consiglieri comunali Tiziano Petrin e Giuseppe Zanchin – hanno chiesto formalmente la sua cacciata e a tarda sera, mentre scriviamo, si è accesa la discussione in direttivo provinciale. Convocate dal commissario Franco Gidoni, le parti hanno spiegato le loro ragioni: De Santi (intestatario del sito leganordsml) rivendica la correttezza del proprio operato, sottolineando che le dichiarazioni di Zaia – figura, come dire, non sospettabile di antileghismo – sono state riportate integralmente e senza alcun commento; gli accusatori contestano invece l’iniziativa, definita “faziosa, personale e non autorizzata”.

Vicenda surreale, si dirà. Ma solo in apparenza. Se il caso sollevato appare risibile, le motivazioni reali riflettono, pure nel microcosmo del paese dell’Alta, la lotta sorda e senza esclusione di colpi nel partito, in crescita tumultuosa di consensi e dotato di un marchio vincente (leggi Salvini-pigliatutto al Nord) che eleva l’entità della posta politico-amministrativa in palio, scatenando ovunque ambizioni, rivalità e appetiti.

Così, a San Martino, il Carroccio (sondaggi alla mano) già pregusta la riconquista del Comune – ora retto dall’ex leghista, ex tosiano e ora forzista Gerry Boratto – e nella corsa alla selezione del candidato sindaco i capi locali non perdonano al dinamico “orsetto” De Santi la volontà di recitare un ruolo attivo e – peggio ancora – la sua amicizia con l’avvocatessa Serato, accolta come il fumo negli occhi dai veterani del partito; a dispetto degli incarichi ricoperti (è stata presidente del consiglio provinciale) da anni la sanmartinara si vede negare la tessera dalla sezione d’appartenenza ed è costretta ad iscriversi altrove.

Beghe di campanile, sì. Ma insieme prologo alla battaglia congressuale d’autunno per la successione ad Andrea Ostellari al timone del partito. In campo gli uomini fedeli al sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci e quelli vicini all’assessore regionale Roberto “bulldog” Marcato. Sul ring, chi difende la poltrona e chi vuole strapparla al rivale. Fuori i secondi. —